Dossier banda della Magliana

 

 


Autori vari
DOSSIER BANDA DELLA MAGLIANA
978-88-7953-202-0 − pagg. 500 − € 22,00


 

Traffico e spaccio di droga, riciclaggio, usura, estorsioni, rapine, sequestri di persona, omicidi. Rapporti col terrorismo nero e con i servizi segreti, con la massoneria e col mondo politico; legami con l’imprenditoria e la finanza, con la mafia e la camorra. La storia della associazione criminale romana detta “banda della Magliana”, attraverso i documenti giudiziari.
La storia, i protagonisti, i delitti della “banda della Magliana”, e le testimonianze dei collaboratori di giustizia, nel testo della sentenza-ordinanza del giudice istruttore Otello Lupacchini (Tribunale penale di Roma, 13 agosto 1994):
«Vera e propria associazione a delinquere della malavita capitolina, la cosiddetta “banda della Magliana”, attraverso una fittissima rete di collegamenti, complicità, coperture e agganci con gli ambienti più svariati, con l’impiego feroce di ogni tipo di violenza e intimidazione, è riuscita a imporre la propria supremazia in ogni settore di attività illegali e, soprattutto, in quelli estremamente lucrosi del traffico degli stupefacenti, dell’usura e del gioco d’azzardo… Esemplare manifestazione del modello mafioso, questa associazione criminale ha avuto contatti operativi anche con ambienti eversivi di estrema destra che, a Roma, hanno sempre potuto prosperare anche grazie alle complicità e agli aiuti di quel sodalizio delinquentesco».
Con i brani sulla banda della Magliana, nella sentenza processuale per il delitto Pecorelli (Corte di assise di Perugia, 24 settembre 1999).

Dossier Licio Gelli

 

 


Autori vari
DOSSIER LICIO GELLI
978-88-7953-197-7 − pagg. 382 − € 20,00


 

I trascorsi giovanili fascisti, il ruolo di doppiogiochista e delatore durante la Resistenza, l’attività di agente coperto del Sid, l’affiliazione alla Massoneria, i legami con gli apparati militari e con i servizi segreti, l’infiltrazione e le trame del potere occulto, i collegamenti con l’eversione: la biografia del Venerabile della Loggia massonica “coperta” P2, attraverso i documenti giudiziari.
Commissione parlamentare d’inchiesta sulla P2 (luglio 1984) – Il profilo biografico di Licio Gelli, con i documenti sui suoi trascorsi fascisti, di collaboratore del “Counter Intelligence Corps” e di sospetto agente coperto dell’Est, di doppiogiochista e di delatore durante la Resistenza.
Processo per la strage di Bologna del 1980 (maggio 1986) – Le pagine della requisitoria del pubblico ministero Libero Mancuso sul ruolo di Gelli e della P2 nella strategia della tensione: dai legami con l’eversione, ai rapporti con la Banda della Magliana.
Processo al Venerabile della P2 per cospirazione politica mediante associazione e reati connessi (gennaio 1991) – Nella requisitoria del pubblico ministero Elisabetta Cesqui: il progetto politico di Gelli, i suoi legami con i servizi di informazione e la stessa P2 come servizio segreto, i rapporti con i tentativi golpisti fino al 1974, la calunnia a danno dei giudici milanesi, l’archivio uruguaiano del Venerabile.

Dossier delitto Pasolini

 

 


Autori vari
DOSSIER DELITTO PASOLINI
978-88-7953-198-6 − pagg. 370 − € 20,00


 

 

Il delitto Pasolini (Idroscalo di Ostia, 2 novembre 1975) attraverso i documenti.

Le cronache giornalistiche dell’omicidio, i commenti e le polemiche (Edoardo Sanguineti, Rossana Rossanda, Italo Calvino, Alberto Arbasino, Luigi Pintor, Enzo Biagi, Giovanni Testori).

Gli interrogatori del reo confesso, il “ragazzo di vita” minorenne Giuseppe Pelosi che si autoaccusa del delitto. La controinchiesta di Oriana Fallaci e del settimanale “L’Europeo”. Le deposizioni, le testimonianze e le perizie medico-legali durante l’inchiesta. L’arringa processuale dell’avvocato di parte civile Guido Calvi. La sentenza del processo di primo grado (26 aprile 1976), secondo la quale Pasolini fu ucciso da più persone. La sentenza della Corte d’appello (4 dicembre 1976) che ritenne Pelosi il solo assassino. La sentenza della Corte di cassazione (26 aprile 1979).

La ritrattazione di Pelosi trent’anni dopo il delitto: «Non fui io a uccidere Pasolini, ma un gruppo di picchiatori» (maggio 2005).

Prefazione di Giorgio Galli.

Dossier delitto Calvi

 

 


Autori vari
DOSSIER DELITTO CALVI
978-88-7953-195-5 − pagg. 428 − € 20,00


La criminalità organizzata e il Vaticano, il Banco Ambrosiano e la banca papale Ior, la massoneria piduista e l’Opus Dei, la Banda della Magliana e i “pentiti”, Flavio Carboni e monsignor Paul Marcinkus: la requisitoria del pubblico ministero al processo per l’uccisione di Roberto Calvi.

Roma, marzo 2007, processo per l’uccisione del banchiere Roberto Calvi: il testo della requisitoria del pubblico ministero, il sostituto procuratore Luca Tescaroli.

«Era il 18 giugno 1982 quando veniva trovato impiccato a una impalcatura, collocata sull’acqua di una riva del Tamigi, sotto il ponte di Black Friars di Londra, Roberto Calvi, esponente di spicco della finanza cattolica, dal 19 novembre 1975 al vertice del Banco Ambrosiano. La sua morte si colloca in un periodo oscuro del nostro passato, caratterizzato da grande tensione sociale, attraversato dall’attentato al Sommo Pontefice il 13 maggio 1981… Nel panorama a tinte fosche di quegli anni si era assistito, dopo l’assassinio di Aldo Moro, all’invadenza della Loggia massonica P2 nei più delicati gangli degli apparati statali e militari, e al consolidarsi di cointeressenze finanziarie tra il piduista Calvi, la banca vaticana guidata da monsignor Paul Marcinkus, e la criminalità mafiosa… Questo processo ha rimosso il lenzuolo del tempo che aveva ricoperto una storia giudiziaria inquietante e drogata del nostro passato, costruita attorno a uomini che hanno vissuto un’esistenza di impunità, e ha contribuito alla ricerca di una verità che era apparsa per

Dossier delitto Moro

 

 


Sergio Flamigni [a cura di]
DOSSIER DELITTO MORO
978-88-7953-172-6 − pagg. 482 − € 23,00


 

 

Il testo integrale della relazione finale della “Commissione parlamentare d’inchiesta sulla strage di via Fani, sul sequestro e l’assassinio di Aldo Moro e sul terrorismo in Italia” (28 giugno 1983).

Le relazioni sugli ultimi sviluppi del caso Moro della “Commissione parlamentare di inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi”: X Legislatura (14-15 aprile 1992), e XI Legislatura (28 febbraio 1994).

La proposta di relazione sul caso Moro del senatore Giovanni Pellegrino, presidente della “Commissione parlamentare stragi”, del dicembre 1995 (XII Legislatura). E l’elaborato del sen. Pellegrino del settembre 2000 “Ultimi sviluppi della inchiesta sul caso Moro” (XIII Legislatura).

Introduzione e cura dell’ex parlamentare Sergio Flamigni (già membro delle Commissioni parlamentari Moro, P2 e Antimafia).

Dossier Pecorelli

 

 


Sergio Flamigni [a cura di]
DOSSIER PECORELLI
88-7953-150-6 − pagg. 516 − € 22,00


 

Un profilo biografico di Carmine “Mino” Pecorelli, il giornalista-direttore dell’agenzia “Op” assassinato a Roma il 20 marzo 1979. Con il testo delle tre sentenze del processo per l’uccisione del giornalista (primo grado, appello, Cassazione), imputati Giulio Andreotti, Claudio Vitalone, Giuseppe Calò, Gaetano Badalamenti, Michelangelo La Barbera, Massimo Carminati.


«Tempi biblici e nessun colpevole accomunano il processo Pecorelli a tanti altri processi riguardanti la strategia della tensione, le “trame atlantiche” e lo stragismo in Italia. Ennesima conferma del fatto che quando si processano delitti nei quali sono implicati i servizi segreti, è pressoché impossibile per la giustizia accertare i fatti e individuare e punire i colpevoli… Sebbene si sia concluso senza verità, il processo Pecorelli ha raccolto una documentazione di notevole interesse storico su fatti importanti degli anni Sessanta e Settanta, come la strategia della tensione, le trame eversive, il sequestro Moro, le corruttele e gli scandali politico-affaristici, le trame dei poteri occulti e criminali, i torbidi retroscena dell’attività dei servizi segreti. È una documentazione utile a illuminare il sottobosco del potere nel quale il delitto Pecorelli maturò.» (S
ERGIO FLAMIGNI)

 

Dopo la banda della Magliana

 

 


Commissione parlamentare antimafia
DOPO LA BANDA DELLA MAGLIANA
978-88-7953-232-7 − pagg. 318 − € 20,00

 

La criminalità organizzata  e  comune, a Roma e nel Lazio, durante il ventennio dal 1990 al 2010, in base alle relazioni della Commissione parlamentare antimafia (X, XI e XIV legislatura), del ministero dell’Interno e della magistratura romana. «Oggetto di continue attenzioni investigative dagli inizi degli anni Ottanta agli inizi dei Novanta, la banda della Magliana lasciava sul campo molti dei suoi capi storici, uccisi, mentre altri venivano ristretti in carcere. Dalla dissoluzione di tale struttura criminale, che si connotava come un’associazione di stampo mafioso, non è più esistita a Roma una organizzazione in posizione egemone sulle altre. Alcuni elementi già collegati alla banda della Magliana (Enrico Nicoletti, Carmine Fasciani, Enrico Terribile, Roberto Pergola) hanno ricostituito sodalizi criminali di più modeste dimensioni, aventi le stesse caratteristiche mafiose e operanti nei settori tradizionali della criminalità romana: traffico di stupefacenti, usura, estorsioni, gioco d’azzardo, sfruttamento della prostituzione, [e] il riciclaggio dei capitali provenienti dalla consumazione dei predetti reati…» (Dalla Relazione conclusiva della Commissione parlamentare antimafia, 18 gennaio 2006).

La banda della magliana

 

 


Gianni Flamini
LA BANDA DELLA MAGLIANA
978-88-7953-239-6 − pagg. 252 − € 20,00

 

«Questo libro si occupa di uno snodo importante dei misteri d’Italia: la struttura illegale denominata “banda della Magliana”. Una struttura che non può essere semplicemente definita criminale, pena la sottovalutazione della sua funzione di cerniera con settori dell’eversione armata, dei servizi segreti, del mondo politico, del Vaticano, delle banche… La storia della banda della Magliana evidenzia un ulteriore segmento della storia della prima Repubblica. Una storia letta dal versante delle organizzazioni criminali che l’hanno attraversata condizionandone il divenire. Una storia drammatica, che non deve essere ignorata; storia autentica del nostro Paese, che dobbiamo conoscere proprio per non doverla rivivere» Libero Mancuso

GIANNI FLAMINI (Bologna 1934, giornalista) da molti anni fa ricerche sui temi del terrorismo, della sovversione e della politica parallela. Fra le sue pubblicazioni: Il partito del golpe (1981-1985); I pretoriani di Pace e libertà (2001); Brennero Connection (2003); L’amico americano (2005); Segreto di Stato (2002) e Diario criminale (2009), entrambi con Claudio Nunziata; Il bullo del quartiere (2006); Il libro che i servizi segreti italiani non ti farebbero mai leggere (2010).

Volo basso

 

 


Lucio Giunio Bruto
VOLO BASSO
978-88-7953-238-9 − pagg. 218 − € 17,00


 

Sesso, cacca e banalità: viaggio nelle cazzate che scrive Fabio Volo.

Fabio Volo è un divo multimediale. È una presenza fissa in tv, con suoi programmi oppure ospite. Da anni conduce una trasmissione radiofonica quotidiana per un’importante emittente. Come attore ha interpretato una decina di film. E soprattutto, è uno straordinario fenomeno editoriale: ha scritto 6 libri di narrativa, con milioni di lettori.
Volo è il più eclatante fenomeno socioculturale dell’Italia berlusconizzata, e può essere ritenuto il più influente intellettuale italiano di oggi. Per questo gode di una particolare benevolenza da parte di tutti i media, pronti solo a celebrarne il successo. E chi si permette di criticare il merito dei suoi best seller viene accusato di snobismo e invidia.
In queste pagine si tratteggiano il personaggio Fabio Volo e le tappe del suo straordinario successo fatto di niente. Ma soprattutto si raccontano le sue opere librarie: fumettoni rosa con tanto sesso, operazioni commerciali di livello imbarazzante. Unico nutrimento culturale per milioni di lettrici teledipendenti.

Gli autori che ricorrono allo pseudonimo LUCIO GIUNIO BRUTO hanno scritto: Cicciobello del potere (1997, sul politico Francesco Rutelli); Vespaio (2005, sul telegiornalista Bruno Vespa); e Bassezza reale (2006, su Vittorio Emanuele di Savoia). Libri pubblicati dalla Kaos edizioni.