La fica di Benigni

 

 


Lorenzo Ruggiero [a cura di]
LA FICA DI BENIGNI
978-88-7953-286-0 − pagg. 178 − € 16,00

Comicità, satira, dissacrazione: breve storia divertita del giullare, attore e regista toscano.

Ha rivoluzionato la comicità nazionale con “l’inno alla fica” in tv e al cinema: «Ma cosa c’avete voi donne che attira così l’omo?!… Cosa c’avete in quella zona là, me lo devi dire. Giusto per sapere, che c’hai… l’autostrada Firenze mare, la galleria del Monte Bianco… Mi piace, ma mi piace proprio parecchio… poi ce l’hai in un punto così difficile… Ma chi te l’ha data, quella cosa là?… Se ce l’avessi io una cosa così… Se ce l’avessi io… Io pensavo di essere il più bello che la natura poteva fare, e mi vedo quella cosa, mi manca proprio tutto. Senza quella cosa là… Perché non me la presti?…». Poi ha vinto l’Oscar col film La vita è bella, ed è ormai diventato una specie di monumento nazionale.
È il giullare, satiro, attore e regista toscano Roberto Benigni, qui raccontato a partire dai lontani esordi come “Cioni Mario di Gaspare fu Giulia”, fino alla sua consacrazione di cantore della Costituzione della Repubblica Italiana e dei Dieci comandamenti.
«Prima dei Dieci comandamenti, che basterebbero senza ulteriori leggi, il Signore ne aveva dati due a voce che non ha seguito nessuno ed erano i più facili del mondo: crescete e moltiplicatevi. Cioè mangiate e fate all’amore. Ancora oggi ci sono ordini religiosi che fanno castità e digiuno. Voglio vedere cosa gli dicono quando ci si trovano davanti. Il Signore gli dirà: “Forse non mi sono spiegato bene”».

LORENZO RUGGIERO (Milano 1961) ha curato, fra l’altro, le pubblicazioni di tematica teatrale Fabulazzo di Dario Fo, e Grillo da ridere (per non piangere).