Dossier Gladio

 

 


Sergio Flamigni [a cura di]
DOSSIER GLADIO
978-88-7953-241-9 − pagg. 548 − € 23,00

 

Dossier sulla organizzazione paramilitare segreta di matrice statunitense Stay-behind/Gladio, attiva in Italia con finalità anticomuniste dagli anni Cinquanta al 1990, in violazione della Costituzione.
Documenti dei Servizi segreti italiani: il Sifar vara l’operazione Gladio; il Sid e il “recupero dei magazzini occulti-Nasco”; arruolamento, attività addestrativa e un elenco dei gladiatori. Documenti dell’intelligence Usa: il piano anticomunista della Cia, il “piano Demagnetize” e il supplemento B del “Field-Manual 30-31”. Documenti parlamentari: la relazione “censurata” del presidente del Consiglio Giulio Andreotti nel 1990; le relazioni della Commissione parlamentare stragi. Documenti giudiziari: la perizia del prof. Giuseppe De Lutiis; le varie istruttorie della magistratura ordinaria (Venezia, Bologna, Roma), e della magistratura militare (Padova); la sentenza del tribunale di Roma del luglio 2001.

 

Dossier Bossi-Lega nord

 


Michele De Lucia [a cura di]
DOSSIER BOSSI-LEGA NORD
978-88-7953-220-4 − pagg. 472 − € 20,00


 

Attraverso documenti, testimonianze e cronache giornalistiche, questo “dossier” ricostruisce 25 anni di Lega nord: dall’antimeridionalismo delle origini, alla xenofobia del Duemila; dall’antipartitismo della prima ora, al Carroccio cardine della partitocrazia post-Tangentopoli; dalle invettive contro “Roma ladrona”, all’incasso di ingenti finanziamenti statali; dai proclami secessionisti, all’esercizio del potere politico-affaristico nei governi berlusconiani. E dimostra come il vessillo leghista del “federalismo” nasconda l’obiettivo di gestire le risorse pubbliche nelle regioni più ricche del Paese.
Il libro documenta inoltre i tratti biografici e l’essenza politica del fondatore-padrone della Lega nord, Umberto Bossi: incultura e pressappochismo, giustizialismo forcaiolo e razzismo xenofobo, qualunquismo antipolitico e campanilismo da strapaese, omofobia e maschilismo, in un mix di ignoranza plebea e grettezza piccoloborghese.

MICHELE DE LUCIA (Roma, 1972), laurea­to in legge, ex tesoriere di Radicali italiani, co-fondatore dell’associazione Anticleri­cale.net, con Kaos edizioni ha pubblicato: Siamo alla frutta (2005); Il baratto (2008); Se questo è un giornalista (2011); Al di sotto di ogni so­spetto (2013); Il Berluschino (2014); Matteo Salvini Sottovuoto spinto (2016).

 

La banda della Magliana e il delitto Pecorelli

 

 


Autori vari
LA BANDA DELLA MAGLIANA
E IL DELITTO PECORELLI
978-88-7953-226-6 − pagg. 354 − € 20,00

Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Vittorio Carnovale, Antonio Mancini, Fabiola Moretti, Maurizio Abbatino, Salvatore Cancemi, sull’uccisione del direttore di “Op” Carmine Pecorelli (Roma, 20 marzo 1979). L’audizione del magistrato Fausto Cardella, titolare dell’inchiesta, da parte della Commissione parlamentare stragi, per le connessioni del delitto Pecorelli col sequestro Moro. Le sentenze processuali della Corte di assise di Perugia (settembre 1999 e novembre 2002).

Nella documentazione giudiziaria relativa all’omicidio Pecorelli, la struttura e i delitti della banda della Magliana, e i collegamenti dell’organizzazione criminale romana con i poteri occulti, col mondo politico e con gli apparati dello Stato.

 

Il filatelico

 

 


Enrico Compagnoni
IL FILATELICO
978-88-7953-209-9 − pagg. 230 − € 18,00

 

Il segreto che lega i destini di due donne scomparse nell’ombra.

L’8 maggio 1996, a Torino, scompare nel nulla la logopedista quarantenne Marina Di Modica, che quella sera aveva un appuntamento con il coetaneo Paolo Stroppiana, filatelico della “Bolaffi”. Proprio come sette anni prima, l’8 agosto 1989, era scomparsa nel nulla Camilla Bini, collega di Stroppiana alla “Bolaffi” e sua coetanea. Processato per l’uccisione della Di Modica, il filatelico è stato condannato in due gradi di giudizio; ma la Cassazione ha annullato con rinvio alla Corte d’appello, e Stroppiana continua a dirsi innocente. Questo libro-inchiesta ricostruisce i contorni di uno scioccante enigma rimasto insoluto anche a causa di inerzie investigative e depistaggi. Al centro di tutto c’è la figura del filatelico della “Bolaffi”, la cui biografia è percorsa da svariate oscurità: a partire dagli ambigui trascorsi di estremista neofascista “pentito” al momento dell’arresto, fino alla sua vocazione di disinibito playboy, passando per una notevole propensione al cinismo e alla menzogna.

 

Il sequestro di verità

 

 


Roberto Bartali, Sergio Flamigni, Ilaria Moroni,
Giuseppe De Lutiis, Lorenzo Ruggiero
IL SEQUESTRO DI VERITÀ
978-88-7953-176-4 − pagg. 132 − € 16,00

 

I buchi neri del delitto Moro.

Tra versioni di comodo, silenzi conniventi e censure mediatiche, il sequestro Moro può essere considerato anche un sequestro di verità. Infatti, nonostante cinque processi e due Commissioni parlamentari d’inchiesta, è rimasto un enigma insoluto dall’inizio alla fine.

Non si sa quanti terroristi il 16 marzo 1978 parteciparono all’agguato di via Fani, né si conosce l’identità del killer che sparò 49 colpi con una sola arma. Non è certo che Moro sia stato tenuto prigioniero nel covo di via Montalcini, e le perizie sul suo corpo hanno smentito che quella possa essere stata la sola prigione per tutti i 55 giorni. Non si sa chi il 18 aprile allestì la messinscena nel covo di via Gradoli (doccia aperta e armi in bella vista), né perché. Non si sa dove siano finite le due borse di Moro con gli importanti documenti che contenevano, né le registrazioni foniche degli interrogatori cui venne sottoposto il prigioniero, né l’originale manoscritto del suo memoriale. La stessa versione brigatista del 9 maggio – uccisione di Moro, e abbandono del cadavere in via Caetani – è contraddittoria, lacunosa e del tutto implausibile.

Questo libro ripercorre le mistificazioni e le omertà con le quali ex terroristi, settori dello Stato, politici e mass media tengono sequestrata la verità sul delitto Moro.

ROBERTO BARTALI (Erice, 1972), PhD, Università di Siena. Ha pubblicato tra l’altro: Red Brigades and Moro Kidnapping: secrets and lies. In: A. Bull, A. Giorgio [a cura di], Speaking Out and Silencing: Culture, Society and Politics in Italy in the 1970s, Legenda 2006 e Le Brigate Rosse, una storia della guerra fredda, in “Nuova Storia Contemporanea”, Anno X, n. 6, novembre-dicembre 2006.

GIUSEPPE DE LUTIIS (Pescara, 1941) è presidente del Cedost (Centro documentazione storico-politica su stragismo, terrorismo e violenza politica) di Bologna. Dal 1994 al 2001 è stato coordinatore dei consulenti della Commissione parlamentare su stragi e terrorismo. È autore, fra l’altro, di Storia dei servizi segreti italiani (Editori Riuniti 1984, 1991, 1998), Il lato oscuro del potere (Editori Riuniti 1996)  e Il golpe di via Fani (Sperling & Kupfer 2007).

SERGIO FLAMIGNI (Forlì, 1925), parlamentare del Pci dal 1968 al 1987, ha fatto parte delle Commissioni parlamentari d’inchiesta sul caso Moro, sulla P2 e Antimafia. Autore del best seller La tela del ragno. Il delitto Moro (5ª edizione 2003), ha scritto o curato inoltre: Trame atlantiche. Storia della Loggia massonica segreta P2 (2ª edizione 2005); «Il mio sangue ricadrà su di loro». Gli scritti di Aldo Moro prigioniero delle Br (1997); Convergenze parallele (1998); Il covo di Stato (1999); I fantasmi del passato (2001); La sfinge delle Brigate rosse (2004); Dossier Pecorelli (2005); Le Idi di marzo. Il delitto Moro secondo Mino Pecorelli (2007); Dossier delitto Moro (2007); tutti pubblicati dalla Kaos edizioni.

ILARIA MORONI (Roma, 1976), si è laureata con una tesi sul caso Moro. Lavora presso il “Centro di documentazione Archivio Flamigni”, e coordina la “Rete degli Archivi per non dimenticare”.

LORENZO RUGGIERO (Milano, 1961) ha scritto Lager Sudafrica. Viaggio nel Paese dell’apartheid (1989). Ha curato: Fabulazzo di Dario Fo (1992); No War. Idee e canzoni contro tutte le guerre (2003); Dossier Brigate rosse 1969-1975 (2007); Dossier Brigate rosse 1976-1978 (2007). Tutti pubblicati dalla Kaos edizioni.

“Folgore” di morte e di omertà

 

 


Isabella Guarino e Corrado Scieri
“FOLGORE” DI MORTE E DI OMERTÀ
978-88-7953-176-4 − pagg. 132 − € 16,00

 

L’allievo parà Emanuele Scieri, ucciso da nessuno nella caserma “Gamerra” di Pisa.

 

«Nostro figlio Emanuele Scieri, partito da Siracusa il 21 luglio 1999 per fare il servizio militare nei parà della caserma “Gamerra” di Pisa, è tornato a casa un mese dopo chiuso in una bara. Non è morto per una fatalità o per una disgrazia: è stato ammazzato. Ma non si sa da chi. Perché la supercaserma pisana della “Folgore”, dopo essersi trasformata in un mattatoio, è diventata una centrale di omertà da fare impallidire “Cosa nostra”.
La più vile delle omertà ha protetto il branco degli assassini, paracadutisti pronti “come folgore dal cielo” a scappare, parà pronti “come nembo di tempesta” a nascondersi. Questi “arditi del cielo e della terra”, dopo avere massacrato in gruppo un singolo commilitone appena arrivato in caserma, se la sono data a gambe e da allora si nascondono come conigli.
Ancora una volta la giustizia italiana ha dimostrato di essere una pseudogiustizia all’italiana: delitti senza colpevoli, casi irrisolti, archiviazioni invece di verità, fantasmi al posto di imputati, generiche ipotesi invece di accertamenti. E come in altri casi, la vittima – cioè nostro figlio Emanuele – ha perfino rischiato di diventare “colpevole”, dato che inizialmente si è tentato di metterne in dubbio l’equilibrio psichico e l’integrità morale per rendere credibile la comoda scappatoia del suicidio.
Noi genitori di Emanuele siamo ancora qui a reclamare verità e giustizia. Lo facciamo attraverso questo libro, nel quale abbiamo ricostruito tutta la vicenda. Vogliamo sapere chi, in una caserma d’élite della Repubblica, ha ucciso nostro figlio e perché. Abbiamo il diritto di saperlo, sia come genitori sia come cittadini».
Isabella Guarino
Corrado Scieri

Bassezza reale

 

 


Lucio Giunio Bruto
BASSEZZA REALE
88-7953-168-9 − pagg. 200 − € 15,00

L’infanzia nei giardini del Quirinale, e l’incontro col duce Benito Mussolini • L’esilio nella reggia svizzera di Merlinge, e gli studi nei collegi più esclusivi di Ginevra • La giovinezza con tre passioni: le armi, le macchine e le donne • La promessa sposa piccoloborghese, e il matrimonio clandestino a Las Vegas • Dicembre 1969: “destituisce” il re Umberto II, e si autoproclama “Re Vittorio Emanuele IV” • Sangue e menzogne: la tragedia dell’isola di Cavallo • L’affiliazione alla Loggia massonica segreta P2, e i rapporti con Licio Gelli • I contatti coi servizi segreti, e le ombre del traffico internazionale di armi • Il testamento di Umberto II: volontà disattese e documenti scomparsi • Le invocazioni per la fine dell’esilio, e la pretesa di “risarcimenti” immobiliari • La pubblica adesione alla destra berlusconiana, e la ragnatela affaristica • In carcere con l’accusa di associazione a delinquere, e le telefonate di Puttanopoli • Il “movimento politico” del principino Emanuele Filiberto, e il business dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.