Colloqui riservati di Adolf Hitler

 

 


A cura di GIORGIO GALLI
COLLOQUI RISERVATI DI ADOLF HITLER
annotati da Martin Bormann
[5 LUGLIO 1941-30 NOVEMBRE 1944]
978-88-7953-313-3 − pagg. 564 − € 28,00


I Colloqui riservati di Adolf Hitler qui pubblicati, raccolti a cura del gerarca nazista Martin Bormann (primo fiduciario del Führer), sono un documento risalente agli anni della seconda guerra mondiale. Riguardano infatti il periodo dal luglio 1941 (inizio della “campagna di Russia”) al novembre 1944 (inizio della disfatta bellica del Reich nazista).

L’importanza storica di questi colloqui hitleriani sui più disparati argomenti, e con svariati interlocutori, è davvero notevole. Da essi traspare la vera essenza politico-culturale, la vera personalità di Adolf Hitler. E confermano come il Führer non fosse né un pazzo né un demone, ma piuttosto un uomo di potere strenuamente impegnato a trasporre in chiave politica idee, teorie e concetti propri della cultura europea, soprattutto Ottocentesca e d’inizio Novecento. Un messianico capo politico che, attraverso la democrazia rappresentativa, arrivò al potere cavalcando idee, fobie e fanatismi mutuati dalla destra radicale, dai movimenti nazional-patriottici e pangermanisti tedeschi e austriaci (col loro carico di militarismo, razzismo, xenofobia e antiebraismo).

Questi Colloqui riservati attestano che il nazismo hitleriano fu una drammatica degenerazione – non causa, bensì effetto – della civilizzazione occidentale di matrice europea.

Il “Mein Kampf” di Adolf Hitler

 


Giorgio Galli [a cura di]
IL MEIN KAMPF DI ADOLF HITLER
Le radici della barbarie nazista
978-88-7953-298-3 − pagg. 550 − € 25,00


Il testo integrale del Mein Kampf di Adolf Hitler (volume primo: “Rendiconto”, e volume secondo: “Il movimento nazionalsocialista”), a cura dello storico Giorgio Galli.

«Questa riedizione del Mein Kampf ha un triplice significato. Il rifiuto etico-intellettuale di ogni tabù e di qualunque forma di censura. La storicizzazione di un testo la cui lettura deve rappresentare un imperituro monito. La denuncia di rimozioni e mistificazioni all’ombra delle quali si vorrebbero legittimare disinvolti quanto pericolosi revisionismi storiografici. 
È opinione diffusa che il Mein Kamp fhitleriano sia un libro dell’orrore, un compendio di farneticazioni. Si può continuare a ritenerlo tale, ma solo dopo averlo letto (e quasi nessuno, oggi, all’inizio del Terzo millennio, lo ha davvero letto), debitamente contestualizzato, e ben compreso nella sua autentica dimensione non già di causa bensì di effetto degenerativo della cultura occidentale» G.G.

Con una postfazione di Gianfranco Maris (presidente dell’Aned-Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti).

Dall’Introduzione di Giorgio Galli

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GIORGIO GALLI (Milano 1928), politologo e saggista, con la Kaos edizioni ha pubblicato: Affari di Stato (1991); Storia del Pci (1993); Il partito armato (1993); Cromwell e Afrodite (1995); In difesa del comunismo nella storia del XX Secolo (1998); Passato prossimo (2000); L’impero americano e la crisi della democrazia (2002); Il prezzo della democrazia (2003); Appunti sulla New Age (2003); Non credo (2006); Storia della Dc (2007); Mussolini: il destino a Milano (2008); Pasolini comunista dissidente (2010); Il golpe invisibile (2015).