Delitto Moro: la grande menzogna


Sergio Flamigni
DELITTO MORO: LA GRANDE MENZOGNA
ISBN 978-88-7953-330-0
430 pagine – € 23,00


La grande menzogna di Stato sul delitto Moro, confezionata alla fine degli anni Ottanta dal brigatista dissociato Valerio Morucci (con la collaborazione del Sisde e della Dc cossighiana), trovò il definitivo avallo nel 1994 con la pubblicazione del libro-intervista dell’ex capo terrorista Mario Moretti Brigate rosse. Una storia italiana, curato dalle giornaliste Carla Mosca e Rossana Rossanda. Una operazione politico-editoriale, quella del libro-intervista, concepita anche per dipingere Moretti come intrepido rivoluzionario dell’ultrasinistra, collocando le sue sanguinarie Br in un ipotetico “album di famiglia” del comunismo italiano.
In questo libro Sergio Flamigni ricostruisce come il quotidiano “il manifesto” (cofondato e codiretto da Rossana Rossanda) raccontò le «cosiddette Brigate rosse», definite “brigate nere” eterodirette, e la lotta armata fino al delitto Moro. Quindi trascrive e commenta le registrazioni foniche (quelle parziali sequestrate dalla magistratura) dei colloqui di Moretti con Mosca e Rossanda nel carcere di Opera del luglio-agosto 1993. E infine riepiloga il vero “album di famiglia” delle Br: una sarabanda di spioni, infiltrati, delatori, provocatori, pentiti e ambiguità di ogni genere.
Come tutti i precedenti lavori di Flamigni sul tema, anche questo libro ha la sola finalità di dimostrare che la versione morucciana-morettiana del sequestro Moro è una colossale menzogna di Stato (infatti assurdamente avallata da certa magistratura). Così come è una grande mistificazione la pretesa “limpidezza rivoluzionaria e comunista” delle Br e di torbidissimi terroristi come Mario Moretti e Giovanni Senzani.

SERGIO FLAMIGNI (Forlì, 1925), parlamentare del Pci dal 1968 al 1987, ha fatto parte delle Commissioni parlamentari d’inchiesta sul caso Moro, sulla Loggia P2 e Antimafia. Autore del best seller La tela del ragno (5ª edizione 2003) e di numerosi altri libri-inchiesta, fra i quali Patto di omertà (2015), Il covo di Stato e la prigione fantasma (2016), La sfinge delle Brigate rosse (nuova edizione 2018), Il quarto uomo del delitto Moro (2018), tutti pubblicati da Kaos edizioni.


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ERRATA CORRIGE

A pag. 324 di Delitto Moro: la grande menzogna una erronea sintesi redazionale, in fase di revisione del testo, ha determinato la frase: «Il colonnello del carabinieri Antonio Cornacchia, affiliato alla P2 come i generali Romolo e Carlo Alberto Dalla Chiesa e Giovanbattista Palumbo».
Il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa aveva inoltrato il modulo di iscrizione alla Loggia segreta nell’ottobre 1976 (come confermerà di persona alla Commissione parlamentare d’inchiesta P2 il 22 luglio 1982, a suo dire per ragioni di servizio), ma non era seguita la cerimonia di affiliazione. Circostanza del resto già riportata da Sergio Flamigni, negli esatti termini, in alcune sue precedenti pubblicazioni (Dossier P2, Trame atlantiche, Le Idi di marzo, La Sfinge delle Br).
Nello scusarci per l’imprecisione redazionale, alla prima ristampa o nuova edizione provvederemo alla necessaria rettifica.
KAOS EDIZIONI

Sotto: la richiesta di affiliazione alla P2 compilata dal generale Carlo Alberto Dalla Chiesa nell’ottobre 1976.

ABBA. Mamma mia!


Betty Shapiro [a cura di]
ABBA. Mamma mia!
978-88-7953-331-7 − pagg. 188 − € 17,00


Questa nuova edizione di Abba story racconta come in Svezia, nel corso degli anni Settanta, i due giovani musicisti Benny Andersson e Björn Ulvaeus, e le due giovani cantanti Anni-Frid Lyngstad e Agnetha Fältskog, diedero vita al quartetto pop nordeuropeo più famoso del mondo: gli Abba.
A partire dal 1974, con l’album Waterloo, e fino al 1981, con l’album The Visitors, gli Abba hanno scritto e interpretato canzoni che sono entrate di diritto nella storia del pop: da Waterloo a Honey Honey; da Mamma mia a I Do, I Do, I Do, I Do, I Do; da Dancing Queen a Fernando; da Money, Money, Money a Gimme! Gimme! Gimme!; da Super Trouper a The Winner Takes It All.
Questo libro ricostruisce l’epopea degli Abba, e le successive carriere soliste del quartetto svedese, anche attraverso le cronache giornalistiche. E racconta di una popolarità senza tempo, confermata negli anni Duemila dal successo mondiale del musical (2000) e del film (2008) Mamma mia!


AXL + SLASH = GUNS N’ROSES


Tommy Brook [a cura di]
AXL + SLASH = GUNS N’ROSES
978-88-7953-326-3 − pagg. 240 − € 17,00


Fra hard rock e ribellismi, tossicodipendenze e sesso libero, disturbi maniaco-depressivi e pornostar, eccessi alcolici e risse, provocazioni e trasgressioni, le pagine biografiche essenziali delle due anime creative dei Guns n’Roses: l’istrionico frontman-vocalist Axl W. Rose, e lo straordinario chitarrista Slash Hudson (ritratti da Patrick Gilman in Axl + Slash proibiti). Con una raccolta delle principali interviste di Axl e Slash pubblicate dalla stampa musicale da metà anni Ottanta alla metà dei Novanta.
Queste pagine ripercorrono anche tutta l’epopea dei Guns n’Roses (rockband formata inoltre da Izzy Stradlin, Duff McKagan e Steven Adler): dai marciapiedi di Los Angeles, al successo mondiale di Appetite for Destruction (1987); dai fasti logoranti del rockshow, all’apoteosi Use Your Illusion I e II (1991); dai contrasti all’interno della rockband, all’uscita di Slash, ai travagli dei “nuovi Guns n’Roses” dell’egocentrico dittatore Axl, fino al canto del cigno di Chinese Democracy (2008).


In difesa del comunismo

 

 


Giorgio Galli
IN DIFESA DEL COMUNISMO
ISBN 978-88-7953-324-9 − pagg. 166 − € 16,00


«Per quanti elementi di realtà possano contenere, le tesi “anticomuniste” di François Furet e Ernst Nolte forniscono una visione deformata di quanto è accaduto nel XX secolo. Esso non è stato il secolo che ha avuto per protagonista il comunismo e il suo progetto di guerra civile mondiale: lo è potuto sembrare, dopo il 1945. Non è stato neppure il secolo dominato dalla contrapposizione tra fascismo e comunismo, anche se lo è potuto sembrare fino alla seconda guerra mondiale… Questa difesa del comunismo non ha il solo significato di proporre una più corretta interpretazione storiografica, ma anche quello di guardare non solo il passato bensì anche il futuro… Attraverso la condanna di una “grande illusione”, quale certamente è stato il comunismo, si vorrebbe cancellare l’aspirazione millenaria a una società più libera, più egualitaria e più felice. E questa “difesa del comunismo” è anche la difesa di tale prospettiva».
In appendice, il testo integrale del Manifesto del partito comunista di Karl Marx e F. Engels.

 

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Bella ciao. Pensieri e parole di Franca Rame

 


Francesca Lorenzetti [a cura di]
BELLA CIAO. Pensieri e parole di Franca Rame
ISBN 978-88-7953-325-6 − pagg. 286 − € 18,00


La vita di coppia e il teatro, la coscienza sociale e la condizione femminile, la satira e il civismo: quarant’anni e più di dichiarazioni, interviste e interventi pubblici di Franca Rame.

«Oramai l’8 marzo è diventata la festa dei fiori, invece è una ricorrenza tragica che richiede una riflessione molto seria. E pensare che sono così poche le donne che conoscono la storia di questa giornata e quindi della morte delle operaie nella fabbrica tessile… Comunque io dico sempre di non mandarmi mimose per l’8 marzo perché le butto dalla finestra».

«Nei primi anni Settanta formammo il collettivo teatrale La Comune. Facevamo un lavoro straordinario con le fabbriche, ma i rapporti umani all’interno della compagnia andavano peggiorando. Finì tutto molto male, fra antagonismi, invidie e meschinità…».

«C’è stato un momento della mia vita in cui non mi identificavo più nel mondo che mi circondava, e nemmeno in quello che facevo, per cui sono caduta in una depressione che è durata un anno e mezzo».

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Oh, Janis!

 


Betty Shapiro [a cura di]
Oh, Janis! Ardori, amori e dolori di Janis Joplin
978-88-7953-322-5 − pagg. 190 − € 17,00


 

La vita, breve e tempestosa, della regina del rockblues Janis Joplin (1943-1970), ricostruita attraverso un dettagliato ritratto biografico – Janis Joplin proibita di Mary Davies – e una antologia di interviste.
La difficile adolescenza in una cittadina texana bigotta e razzista, e il ribelliamo giovanile di metà anni Sessanta. La tossicodipendenza, il rock-blues e l’alcol. Il successo, il bisogno amoroso e la sfrenata bisessualità. La passione e gli eccessi, la rabbia e la solitudine, la dimensione artistica e l’epopea libertaria. Fino alle estreme conseguenze: la morte per overdose, il 4 ottobre 1970, in un albergo di Los Angeles, all’età di 27 anni.
Fra inquietudini e tensioni generazionali, Janis come donna ha incarnato i dettami della Controcultura anni Sessanta, e come artista ha scritto una delle pagine più intense della storiografia rock.
«Per tutta la vita ho desiderato solo di essere una beatnik. Fare tutte le esperienze più toste, strafarmi, scopare, divertirmi… Ecco tutto quello che ho sempre desiderato. Però sapevo di avere una bella voce e di poterei sempre ricavare con quella un paio di birre. Poi all’improvviso qualcuno mi ha scagliato in una rockband… Non ho più desiderato fare nient’altro – era meglio che stare con un uomo, con qualunque uomo. Forse il guaio è proprio questo».

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Pink Floyd Songs

 


Davide Ratti [a cura di]
PINK FLOYD SONGS
978-88-7953-319-5 − pagg. 274 − € 18,00


 

Le origini e lo sviluppo artistico della leggendaria band inglese (formata da Sid Barrett, Roger Waters, Nick Mason, Richard Wright e David Gilmour), dagli anni Sessanta agli anni Novanta, attraverso una discografia che ha fatto la storia della musica pop contemporanea.
La genesi degli album pinkfloydiani, con l’analisi critica dei testi delle singole canzoni: The Piper at the Gates of Dawn (1967) • A Saucerful of Secrets (1968) • More (1969) • Ummagumma (1969) • Atom Heart Mother (1970) • Meddle (1971) • Obscured by Clouds (1972) • The Dark Side of the Moon (1973) • Wish You Were Here (1975) • Animals (1977) • The Wall (1979) • The Final Cut (1983) • A Momentary Lapse of Reason (1987).
«Tutto comincia nel 1966 al Marquee di Londra, locale diventato portabandiera della cultura underground londinese, dove ogni domenica pomeriggio vengono organizzati gli “spontaneous underground”, veri e propri happening senza temi né motivazioni, dove lo spettacolo lo fa il pubblico. Un pubblico eterogeneo e variopinto, vestito nei modi più strani, che si reca al Marquee non per ascoltare musica, ma per “viaggiare” al suono dalla giovane band Pink Floyd…».

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