La ballata di Syd Barrett

 


Alex Romeo [a cura di]
La ballata di Syd Barrett
978-88-7953-320-1 − pagg. 180 − € 17,00


 

Alle origini della epopea artistica dei Pink Floyd c’è Roger ‘Syd’ Barrett, il chitarrista-compositore che fu l’anima creativa della band agli esordi e nel primo periodo. Attraverso una dettagliata biografia (Syd Barrett proibito di Tommy Brook), seguita dalle cronache dell’epoca con testimonianze e interviste, questo libro racconta la drammatica parabola artistica e esistenziale di Barrett.

Gli anni più creativi di Syd, espressi nei primi successi pinkfloydiani (i brani Arnold Layne e See Emily Play, e l’album The Piper at the Gates of Dawn, 1967) e le pressioni dello show business. Gli eccessi e la dipendenza dagli allucinogeni, fino al progressivo smarrimento nei meandri dell’alienazione e della follia. L’allontanamento dai Pink Floyd, e i due travagliati lavori discografici di Barrett solista. Lo psichiatra R.D. Laing, gli anni della solitudine a Cambridge, e la “leggenda nera” che accompagnò il chitarrista fino alla morte (7 luglio 2006).

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Banda Etruria

 

 


Lucio Giunio Bruto
BANDA ETRURIA
978-88-7953-315-7 − pagg. 314 − € 20,00


Massoni, politicanti e affaristi: la grande truffa della bancarotta Etruria

La Banca popolare dell’Etruria, piccolo istituto di credito con sede a Arezzo, sale alla ribalta delle cronache nazionali nella primavera del 1981, a causa dello scandalo della Loggia massonica segreta P2. Una coincidenza per niente casuale: all’origine di Banca Etruria c’è infatti la Banca mutua popolare aretina fondata nel 1888 dalla Massoneria toscana; dal 1980 l’Etruria è presieduta dal massone Elio Faralli, e sul conto corrente del capo della P2 Licio Gelli presso la banca aretina finiscono le quote di affiliazione alla Loggia segreta.

Fra lotte di potere e maneggi finanziari, un consigliere suicida e un ragioniere suicidato, acquisizioni pilotate e sperperi, massoni affaristi e politicanti vecchi e nuovi, fino allo scandalo governativo Boschi-Renzi con l’approdo in Parlamento (Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario), la trentennale parabola di Banca dell’Etruria con l’epilogo del crac pagato da decine di migliaia di risparmiatori truffati.

Gli autori che si firmano Lucio Giunio Bruto hanno scritto tra l’altro: Cicciobello del potere (1997), Vespaio (2005), Bassezza reale (2006), Volo basso (2012), Attacco alla Costituzione (2014), Televergine Maria (2015), Checco cialtrone (2016). Tutti pubblicati da Kaos edizioni.

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La sfinge delle Brigate rosse

 

 


Sergio Flamigni
LA SFINGE DELLE BRIGATE ROSSE
978-88-7953-318-8 − pagg. 360 − € 20,00


La torbida biografia di Mario Moretti, il terrorista che come capo delle Br è stato l’efferato strumento per mutare il corso politico della storia italiana.

• Studente filofascista al “Montani” di Fermo, mantenuto agli studi dai marchesi Casati Stampa • In via Gallarate 131 (Milano), centrale operativa del provocatore anticomunista Luigi Cavallo sodale di Edgardo Sogno • Sindacalista cislino dei “colletti bianchi” alla Sit-Siemens, contro la Cgil e contro il Pci • Esame di Dottrina e morale all’università Cattolica, docente don Luigi Giussani • Trasloco in via delle Ande: vicino di casa del capo dell’Ufficio politico della Questura milanese Antonino Allegra, e dell’ex comunista Roberto Dotti (braccio destro di Edgardo Sogno) • L’entrata nelle Br come militarista-rapinatore • Al vertice delle Br, dopo l’arresto dei fondatori, sospettato di essere un infiltrato • Una lunga latitanza “protetta” come capo-padrone delle Br, scandita da decine di delitti • In via Gradoli 96 all’ombra dei Servizi • La strage di via Fani, la gestione del sequestro Moro, l’omicidio e la “censura” degli scritti morotei • L’improvviso arresto come un ladro di polli, e l’accoltellamento-avvertimento in carcere • Né pentito, né dissociato, né irriducibile, con 6 condanne all’ergastolo • Silenzi e minacce, versioni di comodo concertate coi Servizi, trattative e ricatti con settori della Dc, permessi premio e semilibertà.

«Giudichi il lettore la figura del capo brigatista Mario Moretti ricostruita il questo libro anche attraverso documenti che non temono smentite. Dica il lettore se si tratta di “dietrologia”, o se la vera storia delle Br morettiane, e del delitto Moro, sia in gran parte – come io penso – ancora da scrivere» (S.F.)

SERGIO FLAMIGNI (Forlì, 1925), parlamentare del Pci dal 1968 al 1987, ha fatto parte delle Commissioni parlamentari d’inchiesta sul caso Moro, sulla P2 e Antimafia. Ha scritto: La tela del ragno (1988 e 2003), Trame atlantiche. Storia della Loggia P2 (1996); «Il mio sangue ricadrà su di loro». Gli scritti di Aldo Moro prigioniero delle Br (1997); Convergenze parallele (1998); I fantasmi del passato (2001); Patto di omertà (2015); Il covo di Stato e la prigione fantasma (2016).

Dossier Banche venete

 

 


A cura di Anselmo Marra
DOSSIER BANCHE VENETE
978-88-7953-316-4 − pagg. 438 − € 22,00


Questo libro documenta i crac di Banca popolare di Vicenza e di Veneto Banca, due vicende di straordinaria gravità economico-sociale che hanno finito per colpire molte decine di migliaia di cittadini-risparmiatori. Il dossier è articolato in tre parti:
• Una sintetica raccolta antologica delle principali cronache giornalistiche (nazionali e locali), comprensiva di interviste, documenti e testimonianze, che ripercorre il divenire dei due crac a partire dai primi anni del Duemila.
• I brani salienti della relazione finale (luglio 2016) della “Commissione d’inchiesta sui gravi fatti riguardanti il sistema bancario in Veneto”. Commissione istituita nel gennaio del 2016 dal Consiglio regionale per «l’allarme sociale provocato dallo sconvolgimento del mercato bancario in Veneto».
• Le principali audizioni, inerenti le due banche venete, della “Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario” (ottobre-dicembre 2017): esponenti di alcune associazioni dei risparmiatori di Bpvi e Vb; Gianni Zonin (ex presidente Bpvi); Giuseppe Vegas (presidente Consob); Vincenzo Consoli (ex amministratore Vb); Ignazio Visco (governatore Bankitalia).

Macchie Bianche. White Stains

 

 


Aleister Crowley
MACCHIE BIANCHE
WHITE STAINS
978-88-7953-317-1 − pagg. 236 − € 18,00


Aleister Crowley (1875-1947), il leggendario occultista britannico dedito all’esoterismo, alla magia, alle pratiche iniziatiche e alle culture orientali, alle droghe e alla bisessualità (sarà infatti un’icona della cultura rock del Novecento), pubblicò a Amsterdam nel 1898 questa raccolta di scabrose poesie, perverse e blasfeme, sotto il titolo White Stains.
«Queste poesie», ha scritto il biografo crowleyano Lawrence Sutin, «spaziano nell’intera gamma delle perversioni più estreme agli occhi della tarda epoca vittoriana: il lesbismo, l’omosessualità, la bisessualità, la zoofilia, il sadismo, il masochismo, il priapismo venerato come forza vitale, la necrofilia… Crowley non volle, o non poté, ammettere pubblicamente che White Stains rifletteva paure e desideri personali. C’è per esempio un gioioso componimento in lode dell’amore omosessuale passivo, meritevole di un posto in qualunque antologia di poesia gay». Secondo il biografo John Symonds, White Stains può essere considerata «una raccolta di poesie pornografiche».
In appendice, il testo crowleyano The Book of the Law (Il Libro della Legge), il “Verbo del Nuovo Eone” con gli imperativi: «Fa’ ciò che vuoi sarà tutta la Legge / Amore è la legge, amore per volontà / Non c’è altra legge oltre Fa’ ciò che vuoi».

Dossier Monte dei Paschi di Siena

 

 


A cura di Stefano Molteni – Prefazione di Giorgio Galli
DOSSIER MONTE DEI PASCHI DI SIENA
978-88-7953-309-6 − pagg. 352 − € 20,00


Il verbale dell’adunanza del Collegio sindacale di Montepaschi del 9 ottobre 1981, in conseguenza dello scandalo della Loggia massonica segre1ia P2. Una dettagliata rassegna delle cronache giornalistiche sui fatti più rilevanti dell’attività della banca senese degli anni Ottanta, Novanta e Duemila. La relazione conclusiva della Commissione d’inchiesta del Consiglio regionale, approvata il 28 luglio 2016 dalla minoranza (Movimento Cinquestelle, Lega nord, Sì-Toscana a sinistra), “in merito alla fondazione e alla Banca Monte dei Paschi di Siena”.

«Nella recente storia del Montepaschi, qui ricostruita in forma di cronaca, ricorrono a vario titolo i nomi del più noti affaristi italici (e di alcuni del più famigerati, bancarottieri inclusi). Ricorrono i nomi di politici della Prima repubblica (Pci e Dc) e della Seconda (del centrosinistra prodiano e del centrodestra berlusconiano). Ricorrono le ombre dei poteri occulti e i maneggi partitici, fra clientele e ruberie, crac e riclclaggi, tangenti e corruttele, azzardi speculativi e bilanci falsi. Ricorrono omissioni, complicità e connivenze da parte dei cosiddetti “organismi di controllo” (Bankitalia e Consob). Né manca la morte enigmatica di un dirigente, sbrigativamente archiviata come suicidio»

[Giorgio Galli]

Colloqui riservati di Adolf Hitler

 

 


A cura di GIORGIO GALLI
COLLOQUI RISERVATI DI ADOLF HITLER
annotati da Martin Bormann
[5 LUGLIO 1941-30 NOVEMBRE 1944]
978-88-7953-313-3 − pagg. 564 − € 28,00


I Colloqui riservati di Adolf Hitler qui pubblicati, raccolti a cura del gerarca nazista Martin Bormann (primo fiduciario del Führer), sono un documento risalente agli anni della seconda guerra mondiale. Riguardano infatti il periodo dal luglio 1941 (inizio della “campagna di Russia”) al novembre 1944 (inizio della disfatta bellica del Reich nazista).

L’importanza storica di questi colloqui hitleriani sui più disparati argomenti, e con svariati interlocutori, è davvero notevole. Da essi traspare la vera essenza politico-culturale, la vera personalità di Adolf Hitler. E confermano come il Führer non fosse né un pazzo né un demone, ma piuttosto un uomo di potere strenuamente impegnato a trasporre in chiave politica idee, teorie e concetti propri della cultura europea, soprattutto Ottocentesca e d’inizio Novecento. Un messianico capo politico che, attraverso la democrazia rappresentativa, arrivò al potere cavalcando idee, fobie e fanatismi mutuati dalla destra radicale, dai movimenti nazional-patriottici e pangermanisti tedeschi e austriaci (col loro carico di militarismo, razzismo, xenofobia e antiebraismo).

Questi Colloqui riservati attestano che il nazismo hitleriano fu una drammatica degenerazione – non causa, bensì effetto – della civilizzazione occidentale di matrice europea.

Nessuno uscirà vivo di qui

 

 

 


Jerry Hopkins e Danny Sugerman
NESSUNO USCIRÀ VIVO DI QUI
978-88-7953-314-0 − pagg. 328 − € 20,00


La sconvolgente biografia di Jim Morrison

La vita – folgorante, estrema, drammatica – di James Douglas Morrison, il Poeta del rock che attraversò come un razzo l’orizzonte musicale e che finì in frammenti brucianti quando la realtà gli sfuggì di mano. Una storia di genialità, trasgressione e follia, nata e consumatasi nell’America di fine anni Sessanta, quando Morrison – poeta, ribelle, cantante, filosofo – fece irruzione sulla scena musicale quale smagliante, oltraggioso, sensuale discepolo dell’Oscurità e cantore della Sessualità, della Rivolta, dell’Inconscio.

«Diciamo che ho sperimentato i confini della realtà. Ero curioso di vedere cosa sarebbe successo. È tutto qui: pura curiosità» (Jim Morrison, Los Angeles, 1969). Il leggendario mito di “Re Lucertola”, nella più celebre biografia della cultura rock.

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Esecuzione con depistaggi di Stato


Luciana Alpi
ESECUZIONE CON DEPISTAGGI DI STATO
978-88-7953-308-9 − pagg. 314 − € 20,00


L’uccisione di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin,
e le manovre per nascondere killer e mandanti.

 

«Il 20 marzo 1994, a Mogadiscio, vennero uccisi con una esecuzione mia figlia Ilaria Alpi (giornalista della Rai-tv) e il cineoperatore Miran Hrovatin. Da quel giorno si sono susseguite commissioni governative e parlamentari, il lavorìo di 5 diversi magistrati, svariati processi, ma è stata una specie di terribile messinscena inutile. Fra omertà, depistaggi, manovre e veleni, si è arrivati al punto di condannare e incarcerare per 16 anni un innocente (Omar Hassan Hashi), pur di coprire killer, mandanti e movente del doppio delitto di Mogadiscio.

Il 19 ottobre 2016 la Corte di appello di Perugia ha perlomeno rimediato allo scandalo aggiuntivo, scarcerando l’incolpevole Omar Hassan Hashi. E nelle motivazioni della sentenza, i giudici perugini hanno scritto di “attività di depistaggio di ampia portata” culminata appunto nella condanna del “capro espiatorio” Omar Hassan. In pratica, la sentenza parla di un falso testimone prezzolato, protetto e manovrato da settori di apparati dello Stato italiano, per far condannare un innocente, allo scopo di depistare la ricerca della verità sul delitto Alpi-Hrovatin.

Per tenere vivo il ricordo dei fatti, pubblico questo testo che li riassume. Alla riedizione del libro-inchiesta , segue una breve rassegna stampa, e infine il testo integrale delle motivazioni della sentenza della Corte di appello di Perugia. A futura memoria».

Luciana Alpi


Battiato. Niente è come sembra


Gianni Castiglioni [A cura di]
BATTIATO. Niente è come sembra
Parole e musiche, cronache e interviste.
978-88-7953-305-8 − pagg. 192 − € 17,00


Questo libro ripercorre cinquant’anni di attività musicale e artistica di Franco Battiato. A una dettagliata cronologia biografica, segue una antologia di interviste e di dichiarazioni pubbliche del musicista-cantante-regista siciliano, a partire dai primi anni Ottanta. Pagine indispensabili per conoscere il divenire umano e artistico e gli interessi culturali di Battiato, e per apprezzarne fino in fondo, e in maniera compiuta, la proposta artistica.

«Come arriverò al Duemila? Non lo so. Citerei, a braccio, da una bellissima poesia del persiano Omar Khayyam: “Due giorni ho cancellato dalla mia testa: il giorno che è passato, e quello che verrà”… Non mi sento affatto vecchio. Ci sono certi che a 18 anni sono già bigotti! Essere giovani è una conquista della mente, non una cosa anagrafica» [1998]

«L’arte è qualcosa di sublime. Non possiamo considerare la musica come una colonna sonora per amori spezzati… La musica è una lingua in codice che ha il potere di trasportarti in mondi che non hai mai conosciuto… Il rapporto col pubblico non mi ispira né mi lusinga. La retorica rock non mi sfiora… L’Italia è un Paese incivile governato da ladri, questa Italia fa schifo». [2012]

«Nascere esseri umani è un grande privilegio, abbiamo il libero arbitrio. Anche se ho visto cani molto più spirituali di tanti uomini… Ho avuto molte storie [sentimentali], non tutte lunghe, ma al matrimonio non ho mai pensato – la sola idea mi fa venire voglia di spararmi». [2015]

Hitler e il nazismo magico

 


Giorgio Galli
HITLER E IL NAZISMO MAGICO
978-88-7953-302-7 − pagg. 446 − € 25,00


Nella storia del nazismo oggi complessivamente nota sono rimasti alcuni aspetti oscuri che gli stessi storici definiscono “enigmi”. Perché Hitler attaccò la Polonia, convinto che l’Inghilterra non sarebbe intervenuta? Perché Rudolf Hess si recò in Inghilterra alla vigilia dell’attacco all’Urss? E perché quella aggressione, quando lo stesso Hitler aveva sempre escluso, dal Mein Kampf in poi, il doppio impegno in una guerra su due fronti (già costata alla Germania la sconfitta nel primo conflitto mondiale)? Le risposte a questi enigmi possono essere trovate nella occulta philosophia che caratterizzò la formazione culturale del Führer e di una parte dell’élite nazista – formazione esoterica descritta e spiegata in queste pagine.
La seconda parte di questo saggio comprende una traccia di storia della cultura esoterica, e due argomentate prospettazioni. La prima, che l’avvento di Hitler alla Cancelleria del Reich sia stato un approdo atteso dai circoli esoterici dell’intera Europa. La seconda, che quei tedeschi permeati di occulta philosophia i quali avevano contribuito all’avvento di Hitler, originarono poi, con la preparazione e lo scoppio del conflitto 1939-1945, un “partito esoterico della pace”, convergente con quello inglese (definito dalla storiografia britannica non conformista “partito aristocratico della pace”).

GIORGIO GALLI (Milano 1928), politologo e saggista, con la Kaos edizioni ha pubblicato: Affari di Stato (1991); Storia del Pci (1993); Il partito armato (1993); Cromwell e Afrodite (1995); In difesa del comunismo nella storia del XX Secolo (1998); Passato prossimo (2000); L’impero americano e la crisi della democrazia (2002); Il prezzo della democrazia (2003); Appunti sulla New Age (2003); Non credo (2006); Storia della Dc (2007); Mussolini: il destino a Milano (2008); Pasolini comunista dissidente (2010); Il golpe invisibile (2015).

Vasco Rossi picture show

 


Betty Shapiro [A cura di]
VASCO ROSSI PICTURE SHOW
978-88-7953-303-4 − pagg. 316 − € 20,00


 

Trent’anni e più di Vasco Rossi rocker all’italiana, attraverso le cronache giornalistiche. Gli insulti del perbenista Nantas Salvalaggio («Quel drogato… povero guitto da suburra»), e la replica della mamma di Vasco. La colpa di Alfredo, la vita spericolata e le bollicine. L’arresto, il carcere e la mite condanna per detenzione di cocaina. I tour trionfali, le interviste a ruota libera, il grande successo discografico e l’isteria di massa. La doppia paternità accertata dal dna, e un terzo figlio con la compagna Laura. La “vita morigerata” di fine anni Novanta: marito e padre con un «progetto di famiglia». I concerti oceanici negli stadi, e la “notte brava” nella discoteca di Jesolo. Lo splendido cinquantenne, la laurea honoris causa e la testa di Zocca. La difficile estate del 2011, e Ligabue «bicchiere di talento in un mare di presunzione». La depressione, i seri problemi di salute, e la passione per Facebook. La battaglia antiproibizionista in tema di droga, e il ritorno sulle scene nel 2014 («Resto il numero uno, ma anche il due e il tre»). La visita della Guardia di finanza, e la battaglia legale sulla privacy del Blasco…

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La maledizione di Victor Frankenstein

 


Peter Douglas
LA MALEDIZIONE DI VICTOR FRANKENSTEIN
978-88-7953-292-1 − pagg. 160 − € 15,00


La scrittrice britannica Mary Shelley (1797-1851) – figlia dei fi­losofi Mary Wollstonecraft e William Godwin, e moglie del poeta Percy Bysshe Shelley – pubblicò Frankenstein, or the modern Prome­theus (Frankenstein, o il moderno Prometeo) nel 1818, all’età di vent’anni. Concepito quasi per gioco, il romanzo ottenne un tale suc­cesso che le procurò un’imperitura fama letteraria.

In questa nuova versione del celeberrimo Frankenstein, il giova­ne scrittore inglese Peter Douglas si è cimentato in una generale “revisione per sottrazione” del testo originario, apportando alla trama alcune variazioni tese ad accentuarne i molteplici assunti tematici.

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Remake. Nuove traduzioni, trame inedite, altri personaggi: i migliori romanzi classici restaurati, rinnovati, riscritti.

La fica di Benigni

 

 


Lorenzo Ruggiero [a cura di]
LA FICA DI BENIGNI
978-88-7953-286-0 − pagg. 178 − € 16,00


Comicità, satira, dissacrazione: breve storia divertita del giullare, attore e regista toscano.

Ha rivoluzionato la comicità nazionale con “l’inno alla fica” in tv e al cinema: «Ma cosa c’avete voi donne che attira così l’omo?!… Cosa c’avete in quella zona là, me lo devi dire. Giusto per sapere, che c’hai… l’autostrada Firenze mare, la galleria del Monte Bianco… Mi piace, ma mi piace proprio parecchio… poi ce l’hai in un punto così difficile… Ma chi te l’ha data, quella cosa là?… Se ce l’avessi io una cosa così… Se ce l’avessi io… Io pensavo di essere il più bello che la natura poteva fare, e mi vedo quella cosa, mi manca proprio tutto. Senza quella cosa là… Perché non me la presti?…». Poi ha vinto l’Oscar col film La vita è bella, ed è ormai diventato una specie di monumento nazionale.
È il giullare, satiro, attore e regista toscano Roberto Benigni, qui raccontato a partire dai lontani esordi come “Cioni Mario di Gaspare fu Giulia”, fino alla sua consacrazione di cantore della Costituzione della Repubblica Italiana e dei Dieci comandamenti.
«Prima dei Dieci comandamenti, che basterebbero senza ulteriori leggi, il Signore ne aveva dati due a voce che non ha seguito nessuno ed erano i più facili del mondo: crescete e moltiplicatevi. Cioè mangiate e fate all’amore. Ancora oggi ci sono ordini religiosi che fanno castità e digiuno. Voglio vedere cosa gli dicono quando ci si trovano davanti. Il Signore gli dirà: “Forse non mi sono spiegato bene”».

LORENZO RUGGIERO (Milano 1961) ha curato, fra l’altro, le pubblicazioni di tematica teatrale Fabulazzo di Dario Fo, e Grillo da ridere (per non piangere).

 

Checco cialtrone

 

 


Lucio Giunio Bruto
CHECCO CIALTRONE
978-88-7953-290-7 − pagg. 164 − € 15,00


È il genio della comicità nazionale, celebrato dai media italici e consacrato da tre intellettuali doc (il giornalista culturale Pierluigi Battista, il critico tv Aldo Grasso, e il critico cinematografico Marco Giusti). È Luca Medici in arte Checco Zalone, il comicoattore pugliese idolatrato da 60 milioni di italiani, riverito dal mondo politico tutto e dalla Chiesa cattolica intera, divo cinetelevisivo dei record. Qui si raccontano tutti i prodigi artistici di Checco Zalone a colpi di zoccole e ricchioni, cazzi e fiche, bocchini e rasponi. Dal telecabaret di “Zelig”, alle pubblicazioni umoristiche; dai superfilm campioni d’incassi (Cado dalle nubi, Che bella giornata, Sole a catinelle, Quo vado?), alle parodie canzonettare (A me mi piace quella cosa, Grazie al cazzo, W le tette grosse, La Cacada, Bocchino rigato).

Aldo Grasso: «Nessuno come Zalone coltiva l’artigianato, i tempi comici azzeccati, l’alto e il basso che si mischiano». Pierluigi Battista: «Il fenomeno Zalone: quando la volgarità diventa arte sofisticata». Marco Giusti: «Il quarto film di Zalone è delizioso, attuale, graziosissimo, divertente, intelligente…».

Gli autori che si firmano con lo pseudonimo LUCIO GIUNIO BRUTO hanno scritto: Cicciobello del potere (1997, sul politico Francesco Rutelli); Vespaio (2005, sul telegiornalista Bruno Vespa); Bassezza reale (2006, su Vittorio Emanuele di Savoia); Volo basso (2012, su Fabio Volo); Attacco alla Costituzione (2014, sulle riforme del governo Renzi); Televergine Maria (2015, su Maria De Filippi).

 

Obladì-obladà. Le interviste dei Beatles 1962-1968

 


William Mandel [a cura di]
OBLADÌ-OBLADÀ. LE INTERVISTE DEI BEATLES 1962-1968
978-88-7953-291-4 − pagg. 340 − € 20,00


Antologia delle interviste e delle conferenze-stampa dei Beatles (John Lennon, Paul McCartney, George Harrison, Ringo Starr), pubblicate dai giornali e diffuse da tv e radio negli anni dal 1962 al 1968.

La prima intervista radiofonica – Monty Lister, Radio Clatterbridge, 27 ottobre 1962:

Stasera abbiamo il grande piacere di salutare un gruppo emergente del Merseyside, i Beatles. Conosco soltanto i loro nomi…

Dunque, tu sei John Lennon, vero? Che ruolo hai nella band? «Suono l’armonica e la chitarra ritmica, e interpreto le parti vocali… come le chiamano».

Poi c’è Paul McCartney. E tu cosa fai? «Suono il basso e… canto, almeno secondo me… lo chiamano così, vero?».

Poi c’è George Harrison: «Buongiorno, eccomi… Io sono chitarrista solista e provo a cantare».

E laggiù c’è Ringo Starr. Tu sei nuovo della band, vero Ringo? «Sì, umm, oggi fanno nove settimane… Sono il batterista!».

Pink Floyd. Ummagumma

 


James Federici [a cura di]
Pink Floyd Ummagumma
978-88-7953-301-0 − pagg. 318 − € 20,00


 

Syd Barrett: «Io mi considero un pittore. C’è stato un momento in cui mi sono dedicato alla musica perché mi sembrava la cosa migliore da fare, ma dentro di me volevo dedicarmi soprattutto alla pittura… Comunque mi piace fare canzoni eccitanti e colorite. Non sono molto bravo a cantare, però mi piace farlo, e mi piace scrivere delle esperienze che faccio. Alcune sono così forti da risultare quasi assurde…».
Roger Waters: «Non mi interessa quello che vuole l’industria discografica: io non scrivo musica per i discografici, ma per il pubblico. Sono quelli che mi ascoltano, che mi fanno capire se il mio lavoro ha o no un senso».
David Gilmour: «Volevo suonare il blues, ma quando i Pink Floyd mi hanno chiesto di suonare con loro non potevo non accettare: mi sono trovato davanti una band in difficoltà per le condizioni di Syd, ma musicalmente era come avere davanti un foglio bianco, sul quale creare fantastici nuovi suoni».
Richard Wright: «Non tentiamo di vendere noi stessi, ma soltanto la nostra musica. Abbiamo adottato questa linea di condotta fin dall’inizio. Non abbiamo mai avuto un agente pubblicitario e non ne abbiamo mai sentito il bisogno. Non andiamo alle feste mondane, così come non frequentiamo i locali di Londra. Per strada la gente non ci riconosce, e se anche lo facesse non sarebbe un problema».
Nick Mason: «I Pink Floyd non sono mai stati una band che fa leva sul sesso: noi non ci mettiamo a saltellare qua e là per il palco, con il pacco bene in vista! I nostri fan non ci hanno mai considerato sexy – salvo il pubblico di Belfast che, chissà perché, appena ci ha visto è andato in delirio».

 

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Led Zeppelin. Forever

 


Alex Romeo [a cura di]
LED ZEPPELIN FOREVER
978-88-7953-300-3 − pagg. 256 − € 18,00


 

Jimmy Page: «Mi sono sempre sentito in debito verso il rock… Mi ci sono dedicato fin da giovanissimo, perché quei suoni mi hanno fatto scattare qualcosa dentro, e mi hanno fatto provare la voglia di farne parte anch’io. Era un’emozione, e mi faceva venire i brividi alla schiena… Oggi sono ancora alla ricerca di un angelo con un’ala spezzata. Non si trovano molto facilmente, di questi tempi».
Robert Plant: «Mi sono definito con l’espressione “re del rock del cazzo” perché una volta mi è capitato di vedere il mio uccello e i miei coglioni in primo piano su un giornale di New York… Comunque, non rinnego niente».
John Paul Jones: «La prima volta abbiamo suonato insieme in una stanzetta di Gerrard Street, a Chinatown, e il poco spazio era talmente ingombro di amplificatori che non riuscivamo a muoverci… Jimmy cominciò a suonare il riff di Train Kept A-Rollin’: quando partimmo tutti quanti, la stanza sembrò sul punto di esplodere».
John “Bonzo” Bonham: «Il gruppo funzionava così bene che di punto in bianco abbiamo deciso di ricominciare da capo con un nuovo nome: a Keith Moon è venuto in mente Led Zeppelin, però nessuno ci proponeva un ingaggio decente – ci offrivano 25 sterline a serata. Quindi siamo andati negli States a fare il primo tour, e boom!».
Richard Cole [road manager Usa degli Zeppelin]: «Gli abusi di sostanze varie cominciarono durante il pri mo tour, e a passo di carica… L’alcol diventò il nostro primo compagno di viaggio. Girava anche parecchia marijuana, e a volte ci facevamo qualche sniffata di coca… Fin dai primissimi anni, i tour dei Led Zeppelin erano inzuppati dall’alcol – champagne, birra, vino, whisky, gin – e farciti di droghe».

 

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Fabrizio De André. Via del campo

 

 


Gianni Castiglioni [A cura di]
FABRIZIO DE ANDRÉ. VIA DEL CAMPO
Parole e musica, cronache e ricordi.
978-88-7953-288-4 − pagg. 210 − € 16,00


Questo libro è per conoscere o ricordare il cantautore genovese Fabrizio De André (1940-1999).
Nella prima parte (“La buona novella”) sono raccolti frammenti di interviste e dichiarazioni pubbliche del cantautore riportate dalla stampa nazionale dagli anni Sessanta fino ai Novanta. Citazioni che nell’insieme tratteggiano un profilo biografico di De André, e il suo divenire artistico, in maniera attendibile.
La seconda parte di questo libro (“La cattiva strada”) è una breve antologia di materiale documentale – brani autografi, articoli, testimonianze, interviste, ecc. – che approfondiscono vari aspetti della vita di De André: biografici e artistici, musicali e personali, politici e culturali.
«Leggo che mi si sta beatificando. Con l’aiuto di innumerevoli miei simili vivi e morti, ho fatto qualche buona canzone, un discreto romanzo e numerosi concerti godibili – se bastasse per essere beatificati! Credo che padre Pio si sia fatto un lunghissimo quanto nobilissimo culo per ottenere il riconoscimento… Sono gaudente, inaffidabile e vigliacco come la maggior parte dei miei simili, titoli che non ritengo idonei a beatificazioni o statue equestri» [1998]

 

QUEEN. Radio Ga-ga

 


Mark Addams [a cura di]
QUEEN. Radio Ga-ga
Cronistoria, interviste, ricordi.
978-88-7953-295-2 pagg. 240 € 18,00


 

Cronistoria dei Queen, dal 1970 alla morte di Freddie Mercury (novembre 1991). Antologia delle principali interviste a Mercury, Brian May, Roger Taylor e John Deacon, a partire dal 1973. La testimonianza di Jim Hutton (dal 1985 amante e convivente di Mercury), e i ricordi di Brian May.

Mary Turner (“Off the Record”), maggio 1986.
John, ho sentito raccontare di sfuriate in studio, tra di voi… «Oh, certo, a volte ce ne sono… Però dopo siamo sempre in grado di guardarci in faccia il giorno dopo, di parlare d’altro e di andare oltre».
Roger, prima di salire sul palco segui qualche rituale personale? «Sì, mi calo due bicchieri di Scotch, tutto qui – due: né uno di più, né uno di meno. E funziona, è una cosa che mi rende aggressivo al punto giusto».
Brian: l’anno scorso hai creato una chitarra da commercializzare, giusto? «È vero, la chitarra Guild è una copia della mia, quella che uso da anni e che mio padre mi ha costruito vent’anni fa… Hanno fatto un ottimo lavoro, peccato che il modello commerciale sia troppo caro…».
Freddie: è buffo che dopo tutti questi anni continuate a ricevere brutte stroncature dalla stampa. «Mi pare che abbiamo imparato a convivere con questa realtà… Per essere sincero non me ne frega niente. Io non mi lascerò mai deprimere né influenzare dalla stampa…».