Battiato. Niente è come sembra


Gianni Castiglioni [A cura di]
BATTIATO. Niente è come sembra
Parole e musiche, cronache e interviste.
978-88-7953-305-8 − pagg. 192 − € 17,00


Questo libro ripercorre cinquant’anni di attività musicale e artistica di Franco Battiato. A una dettagliata cronologia biografica, segue una antologia di interviste e di dichiarazioni pubbliche del musicista-cantante-regista siciliano, a partire dai primi anni Ottanta. Pagine indispensabili per conoscere il divenire umano e artistico e gli interessi culturali di Battiato, e per apprezzarne fino in fondo, e in maniera compiuta, la proposta artistica.

«Come arriverò al Duemila? Non lo so. Citerei, a braccio, da una bellissima poesia del persiano Omar Khayyam: “Due giorni ho cancellato dalla mia testa: il giorno che è passato, e quello che verrà”… Non mi sento affatto vecchio. Ci sono certi che a 18 anni sono già bigotti! Essere giovani è una conquista della mente, non una cosa anagrafica» [1998]

«L’arte è qualcosa di sublime. Non possiamo considerare la musica come una colonna sonora per amori spezzati… La musica è una lingua in codice che ha il potere di trasportarti in mondi che non hai mai conosciuto… Il rapporto col pubblico non mi ispira né mi lusinga. La retorica rock non mi sfiora… L’Italia è un Paese incivile governato da ladri, questa Italia fa schifo». [2012]

«Nascere esseri umani è un grande privilegio, abbiamo il libero arbitrio. Anche se ho visto cani molto più spirituali di tanti uomini… Ho avuto molte storie [sentimentali], non tutte lunghe, ma al matrimonio non ho mai pensato – la sola idea mi fa venire voglia di spararmi». [2015]

Hitler e il nazismo magico

 


Giorgio Galli
HITLER E IL NAZISMO MAGICO
978-88-7953-302-7 − pagg. 446 − € 25,00


Nella storia del nazismo oggi complessivamente nota sono rimasti alcuni aspetti oscuri che gli stessi storici definiscono “enigmi”. Perché Hitler attaccò la Polonia, convinto che l’Inghilterra non sarebbe intervenuta? Perché Rudolf Hess si recò in Inghilterra alla vigilia dell’attacco all’Urss? E perché quella aggressione, quando lo stesso Hitler aveva sempre escluso, dal Mein Kampf in poi, il doppio impegno in una guerra su due fronti (già costata alla Germania la sconfitta nel primo conflitto mondiale)? Le risposte a questi enigmi possono essere trovate nella occulta philosophia che caratterizzò la formazione culturale del Führer e di una parte dell’élite nazista – formazione esoterica descritta e spiegata in queste pagine.
La seconda parte di questo saggio comprende una traccia di storia della cultura esoterica, e due argomentate prospettazioni. La prima, che l’avvento di Hitler alla Cancelleria del Reich sia stato un approdo atteso dai circoli esoterici dell’intera Europa. La seconda, che quei tedeschi permeati di occulta philosophia i quali avevano contribuito all’avvento di Hitler, originarono poi, con la preparazione e lo scoppio del conflitto 1939-1945, un “partito esoterico della pace”, convergente con quello inglese (definito dalla storiografia britannica non conformista “partito aristocratico della pace”).

GIORGIO GALLI (Milano 1928), politologo e saggista, con la Kaos edizioni ha pubblicato: Affari di Stato (1991); Storia del Pci (1993); Il partito armato (1993); Cromwell e Afrodite (1995); In difesa del comunismo nella storia del XX Secolo (1998); Passato prossimo (2000); L’impero americano e la crisi della democrazia (2002); Il prezzo della democrazia (2003); Appunti sulla New Age (2003); Non credo (2006); Storia della Dc (2007); Mussolini: il destino a Milano (2008); Pasolini comunista dissidente (2010); Il golpe invisibile (2015).

Nei boschi in riva al lago

 


Henry D. Thoreau
NEI BOSCHI IN RIVA AL LAGO
978-88-7953-289-1 − pagg. 180 − € 16,00


Nel presente breviario sono raccolti frammenti, aforismi, annotazioni sulla tematica naturalistica, ricavati dalle prin­cipali opere di Thoreau: Una settimana sui fiumi Concord e Merrimack; Walden. Vita nei boschi; I boschi del Maine; Storia naturale del Massachusetts; Diari. In ap­pendice, segue il testo di Mele selvatiche, breve saggio che Thoreau pubblicò su “Atlantic Monthly” nel 1862, l’anno della sua morte.

«Mentre sto seduto alla finestra, in questo pomeriggio estivo, alcuni falchi volteggiano sopra la mia radura. Le grida dei piccioni selvatici, che volano insieme a due o tre solcando il mio campo visivo, o che irrequieti stanno appollaiati sui rami dei pini bianchi dietro casa mia, danno voce all’aria. Un falco pescatore increspa la vitrea superficie del lago, e risale con un pesce tra gli artigli. Una martora scivola fuori dalla palude, e furtiva azzanna una rana vicino alla riva. Il larice si piega sotto il peso degli uccelli di palude che svolazzano qua e là». H.D.T.

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Vasco Rossi picture show

 


Betty Shapiro [A cura di]
VASCO ROSSI PICTURE SHOW
978-88-7953-303-4 − pagg. 316 − € 20,00


 

Trent’anni e più di Vasco Rossi rocker all’italiana, attraverso le cronache giornalistiche. Gli insulti del perbenista Nantas Salvalaggio («Quel drogato… povero guitto da suburra»), e la replica della mamma di Vasco. La colpa di Alfredo, la vita spericolata e le bollicine. L’arresto, il carcere e la mite condanna per detenzione di cocaina. I tour trionfali, le interviste a ruota libera, il grande successo discografico e l’isteria di massa. La doppia paternità accertata dal dna, e un terzo figlio con la compagna Laura. La “vita morigerata” di fine anni Novanta: marito e padre con un «progetto di famiglia». I concerti oceanici negli stadi, e la “notte brava” nella discoteca di Jesolo. Lo splendido cinquantenne, la laurea honoris causa e la testa di Zocca. La difficile estate del 2011, e Ligabue «bicchiere di talento in un mare di presunzione». La depressione, i seri problemi di salute, e la passione per Facebook. La battaglia antiproibizionista in tema di droga, e il ritorno sulle scene nel 2014 («Resto il numero uno, ma anche il due e il tre»). La visita della Guardia di finanza, e la battaglia legale sulla privacy del Blasco…

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La maledizione di Victor Frankenstein

 


Peter Douglas
LA MALEDIZIONE DI VICTOR FRANKENSTEIN
978-88-7953-292-1 − pagg. 160 − € 15,00


La scrittrice britannica Mary Shelley (1797-1851) – figlia dei fi­losofi Mary Wollstonecraft e William Godwin, e moglie del poeta Percy Bysshe Shelley – pubblicò Frankenstein, or the modern Prome­theus (Frankenstein, o il moderno Prometeo) nel 1818, all’età di vent’anni. Concepito quasi per gioco, il romanzo ottenne un tale suc­cesso che le procurò un’imperitura fama letteraria.

In questa nuova versione del celeberrimo Frankenstein, il giova­ne scrittore inglese Peter Douglas si è cimentato in una generale “revisione per sottrazione” del testo originario, apportando alla trama alcune variazioni tese ad accentuarne i molteplici assunti tematici.

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Remake. Nuove traduzioni, trame inedite, altri personaggi: i migliori romanzi classici restaurati, rinnovati, riscritti.

La fica di Benigni

 

 


Lorenzo Ruggiero [a cura di]
LA FICA DI BENIGNI
978-88-7953-286-0 − pagg. 178 − € 16,00

Comicità, satira, dissacrazione: breve storia divertita del giullare, attore e regista toscano.

Ha rivoluzionato la comicità nazionale con “l’inno alla fica” in tv e al cinema: «Ma cosa c’avete voi donne che attira così l’omo?!… Cosa c’avete in quella zona là, me lo devi dire. Giusto per sapere, che c’hai… l’autostrada Firenze mare, la galleria del Monte Bianco… Mi piace, ma mi piace proprio parecchio… poi ce l’hai in un punto così difficile… Ma chi te l’ha data, quella cosa là?… Se ce l’avessi io una cosa così… Se ce l’avessi io… Io pensavo di essere il più bello che la natura poteva fare, e mi vedo quella cosa, mi manca proprio tutto. Senza quella cosa là… Perché non me la presti?…». Poi ha vinto l’Oscar col film La vita è bella, ed è ormai diventato una specie di monumento nazionale.
È il giullare, satiro, attore e regista toscano Roberto Benigni, qui raccontato a partire dai lontani esordi come “Cioni Mario di Gaspare fu Giulia”, fino alla sua consacrazione di cantore della Costituzione della Repubblica Italiana e dei Dieci comandamenti.
«Prima dei Dieci comandamenti, che basterebbero senza ulteriori leggi, il Signore ne aveva dati due a voce che non ha seguito nessuno ed erano i più facili del mondo: crescete e moltiplicatevi. Cioè mangiate e fate all’amore. Ancora oggi ci sono ordini religiosi che fanno castità e digiuno. Voglio vedere cosa gli dicono quando ci si trovano davanti. Il Signore gli dirà: “Forse non mi sono spiegato bene”».

LORENZO RUGGIERO (Milano 1961) ha curato, fra l’altro, le pubblicazioni di tematica teatrale Fabulazzo di Dario Fo, e Grillo da ridere (per non piangere).

 

Checco cialtrone

 

 


Lucio Giunio Bruto
CHECCO CIALTRONE
978-88-7953-290-7 − pagg. 164 −  € 15,00


È il genio della comicità nazionale, celebrato dai media italici e consacrato da tre intellettuali doc (il giornalista culturale Pierluigi Battista, il critico tv Aldo Grasso, e il critico cinematografico Marco Giusti). È Luca Medici in arte Checco Zalone, il comicoattore pugliese idolatrato da 60 milioni di italiani, riverito dal mondo politico tutto e dalla Chiesa cattolica intera, divo cinetelevisivo dei record. Qui si raccontano tutti i prodigi artistici di Checco Zalone a colpi di zoccole e ricchioni, cazzi e fiche, bocchini e rasponi. Dal telecabaret di “Zelig”, alle pubblicazioni umoristiche; dai superfilm campioni d’incassi (Cado dalle nubi, Che bella giornata, Sole a catinelle, Quo vado?), alle parodie canzonettare (A me mi piace quella cosa, Grazie al cazzo, W le tette grosse, La Cacada, Bocchino rigato).

Aldo Grasso: «Nessuno come Zalone coltiva l’artigianato, i tempi comici azzeccati, l’alto e il basso che si mischiano». Pierluigi Battista: «Il fenomeno Zalone: quando la volgarità diventa arte sofisticata». Marco Giusti: «Il quarto film di Zalone è delizioso, attuale, graziosissimo, divertente, intelligente…».

Gli autori che si firmano con lo pseudonimo LUCIO GIUNIO BRUTO hanno scritto: Cicciobello del potere (1997, sul politico Francesco Rutelli); Vespaio (2005, sul telegiornalista Bruno Vespa); Bassezza reale (2006, su Vittorio Emanuele di Savoia); Volo basso (2012, su Fabio Volo); Attacco alla Costituzione (2014, sulle riforme del governo Renzi); Televergine Maria (2015, su Maria De Filippi).

 

Obladì-obladà. Le interviste dei Beatles 1962-1968

 


William Mandel [a cura di]
OBLADÌ-OBLADÀ. LE INTERVISTE DEI BEATLES 1962-1968
978-88-7953-291-4 − pagg. 340 − € 20,00


Antologia delle interviste e delle conferenze-stampa dei Beatles (John Lennon, Paul McCartney, George Harrison, Ringo Starr), pubblicate dai giornali e diffuse da tv e radio negli anni dal 1962 al 1968.

La prima intervista radiofonica – Monty Lister, Radio Clatterbridge, 27 ottobre 1962:

Stasera abbiamo il grande piacere di salutare un gruppo emergente del Merseyside, i Beatles. Conosco soltanto i loro nomi…

Dunque, tu sei John Lennon, vero? Che ruolo hai nella band? «Suono l’armonica e la chitarra ritmica, e interpreto le parti vocali… come le chiamano».

Poi c’è Paul McCartney. E tu cosa fai? «Suono il basso e… canto, almeno secondo me… lo chiamano così, vero?».

Poi c’è George Harrison: «Buongiorno, eccomi… Io sono chitarrista solista e provo a cantare».

E laggiù c’è Ringo Starr. Tu sei nuovo della band, vero Ringo? «Sì, umm, oggi fanno nove settimane… Sono il batterista!».

Pink Floyd. Ummagumma

 


James Federici [a cura di]
Pink Floyd Ummagumma
978-88-7953-301-0 − pagg. 318 − € 20,00


 

Syd Barrett: «Io mi considero un pittore. C’è stato un momento in cui mi sono dedicato alla musica perché mi sembrava la cosa migliore da fare, ma dentro di me volevo dedicarmi soprattutto alla pittura… Comunque mi piace fare canzoni eccitanti e colorite. Non sono molto bravo a cantare, però mi piace farlo, e mi piace scrivere delle esperienze che faccio. Alcune sono così forti da risultare quasi assurde…».
Roger Waters: «Non mi interessa quello che vuole l’industria discografica: io non scrivo musica per i discografici, ma per il pubblico. Sono quelli che mi ascoltano, che mi fanno capire se il mio lavoro ha o no un senso».
David Gilmour: «Volevo suonare il blues, ma quando i Pink Floyd mi hanno chiesto di suonare con loro non potevo non accettare: mi sono trovato davanti una band in difficoltà per le condizioni di Syd, ma musicalmente era come avere davanti un foglio bianco, sul quale creare fantastici nuovi suoni».
Richard Wright: «Non tentiamo di vendere noi stessi, ma soltanto la nostra musica. Abbiamo adottato questa linea di condotta fin dall’inizio. Non abbiamo mai avuto un agente pubblicitario e non ne abbiamo mai sentito il bisogno. Non andiamo alle feste mondane, così come non frequentiamo i locali di Londra. Per strada la gente non ci riconosce, e se anche lo facesse non sarebbe un problema».
Nick Mason: «I Pink Floyd non sono mai stati una band che fa leva sul sesso: noi non ci mettiamo a saltellare qua e là per il palco, con il pacco bene in vista! I nostri fan non ci hanno mai considerato sexy – salvo il pubblico di Belfast che, chissà perché, appena ci ha visto è andato in delirio».

Led Zeppelin. Forever

 


Alex Romeo [a cura di]
LED ZEPPELIN FOREVER
978-88-7953-300-3 − pagg. 256 − € 18,00


 

Jimmy Page: «Mi sono sempre sentito in debito verso il rock… Mi ci sono dedicato fin da giovanissimo, perché quei suoni mi hanno fatto scattare qualcosa dentro, e mi hanno fatto provare la voglia di farne parte anch’io. Era un’emozione, e mi faceva venire i brividi alla schiena… Oggi sono ancora alla ricerca di un angelo con un’ala spezzata. Non si trovano molto facilmente, di questi tempi».
Robert Plant: «Mi sono definito con l’espressione “re del rock del cazzo” perché una volta mi è capitato di vedere il mio uccello e i miei coglioni in primo piano su un giornale di New York… Comunque, non rinnego niente».
John Paul Jones: «La prima volta abbiamo suonato insieme in una stanzetta di Gerrard Street, a Chinatown, e il poco spazio era talmente ingombro di amplificatori che non riuscivamo a muoverci… Jimmy cominciò a suonare il riff di Train Kept A-Rollin’: quando partimmo tutti quanti, la stanza sembrò sul punto di esplodere».
John “Bonzo” Bonham: «Il gruppo funzionava così bene che di punto in bianco abbiamo deciso di ricominciare da capo con un nuovo nome: a Keith Moon è venuto in mente Led Zeppelin, però nessuno ci proponeva un ingaggio decente – ci offrivano 25 sterline a serata. Quindi siamo andati negli States a fare il primo tour, e boom!».
Richard Cole [road manager Usa degli Zeppelin]: «Gli abusi di sostanze varie cominciarono durante il pri mo tour, e a passo di carica… L’alcol diventò il nostro primo compagno di viaggio. Girava anche parecchia marijuana, e a volte ci facevamo qualche sniffata di coca… Fin dai primissimi anni, i tour dei Led Zeppelin erano inzuppati dall’alcol – champagne, birra, vino, whisky, gin – e farciti di droghe».

Fabrizio De André. Via del campo

 

 


Gianni Castiglioni [A cura di]
FABRIZIO DE ANDRÉ. VIA DEL CAMPO
Parole e musica, cronache e ricordi.
978-88-7953-288-4 − pagg. 210 − € 16,00


Questo libro è per conoscere o ricordare il cantautore genovese Fabrizio De André (1940-1999).
Nella prima parte (“La buona novella”) sono raccolti frammenti di interviste e dichiarazioni pubbliche del cantautore riportate dalla stampa nazionale dagli anni Sessanta fino ai Novanta. Citazioni che nell’insieme tratteggiano un profilo biografico di De André, e il suo divenire artistico, in maniera attendibile.
La seconda parte di questo libro (“La cattiva strada”) è una breve antologia di materiale documentale – brani autografi, articoli, testimonianze, interviste, ecc. – che approfondiscono vari aspetti della vita di De André: biografici e artistici, musicali e personali, politici e culturali.
«Leggo che mi si sta beatificando. Con l’aiuto di innumerevoli miei simili vivi e morti, ho fatto qualche buona canzone, un discreto romanzo e numerosi concerti godibili – se bastasse per essere beatificati! Credo che padre Pio si sia fatto un lunghissimo quanto nobilissimo culo per ottenere il riconoscimento… Sono gaudente, inaffidabile e vigliacco come la maggior parte dei miei simili, titoli che non ritengo idonei a beatificazioni o statue equestri» [1998]

 

QUEEN. Radio Ga-ga

 


Mark Addams [a cura di]
QUEEN. Radio Ga-ga
Cronistoria, interviste, ricordi.
978-88-7953-295-2 pagg. 240 € 18,00


 

Cronistoria dei Queen, dal 1970 alla morte di Freddie Mercury (novembre 1991). Antologia delle principali interviste a Mercury, Brian May, Roger Taylor e John Deacon, a partire dal 1973. La testimonianza di Jim Hutton (dal 1985 amante e convivente di Mercury), e i ricordi di Brian May.

Mary Turner (“Off the Record”), maggio 1986.
John, ho sentito raccontare di sfuriate in studio, tra di voi… «Oh, certo, a volte ce ne sono… Però dopo siamo sempre in grado di guardarci in faccia il giorno dopo, di parlare d’altro e di andare oltre».
Roger, prima di salire sul palco segui qualche rituale personale? «Sì, mi calo due bicchieri di Scotch, tutto qui – due: né uno di più, né uno di meno. E funziona, è una cosa che mi rende aggressivo al punto giusto».
Brian: l’anno scorso hai creato una chitarra da commercializzare, giusto? «È vero, la chitarra Guild è una copia della mia, quella che uso da anni e che mio padre mi ha costruito vent’anni fa… Hanno fatto un ottimo lavoro, peccato che il modello commerciale sia troppo caro…».
Freddie: è buffo che dopo tutti questi anni continuate a ricevere brutte stroncature dalla stampa. «Mi pare che abbiamo imparato a convivere con questa realtà… Per essere sincero non me ne frega niente. Io non mi lascerò mai deprimere né influenzare dalla stampa…».

 

Bruce Springsteen Live

 


Teddy Clarke [a cura di]
BRUCE SPRINGSTEEN LIVE
Il Boss si racconta.
978-88-7953-297-6 − pagg. 208 − € 16,00


   «Durante lo scorso inverno ho scritto come un matto. Dovevo farlo. Non avevo un soldo, nessun posto dove andare, nient’altro da fare. Non conoscevo molte persone. Faceva freddo, e così scrivevo parecchio – e se non lo facevo mi sentivo in colpa. Un tremendo senso di colpa, come se mi fossi masturbato. Terribile!» [1972]

   «Penso spesso a Elvis Presley e a tutto quello che gli è capitato. Le richieste che questa professione ti fa sono davvero irragionevoli. È veramente strano andare là fuori e avere a che fare con persone che ti considerano come una specie di Babbo Natale o di uovo di Pasqua». [1985]

   «Ero infelice. I miei rapporti sentimentali finivano sempre male – non riuscivo ad avere una relazione con una donna. E poi non capivo perché ero così pieno di soldi e non sapevo come spenderli… Per un po’ me la sono passata davvero male. Finché mi sono reso conto che la mia vera vita aspettava ancora di essere vissuta: l’amore, il dolore, la speranza, la tristezza…» [1992]

   «Da ragazzo appartenevo a quella che si può chiamare controcultura, anche se forse io ne rappresentavo la parte più moderata – non ho mai fatto uso di droghe. D’altronde vivevo in una piccola cittadina, dove c’erano dei divieti praticamente su tutto». [1999]

   «Il fatto di aver compiuto 66 anni non mi è sembrato così bello. Devi semplicemente esserne consapevole e andare avanti. Cos’altro puoi fare?» [2016]

 

Cinquestelle & associati

 


Paolo Becchi
CINQUESTELLE & ASSOCIATI
978-88-7953-294-5 − pagg. 164 − € 15,00


Paolo Becchi aderisce al MoVimento 5 stelle nella primavera del 2013, mentre il comico Beppe Grillo calca le scene con lo “Tsunami tour”. «Ho preso parte attiva alla vita del MoVimento con fiducia e entusiasmo, come semplice iscritto e senza ricoprire mai alcun incarico ufficiale – un attivismo, il mio, che ha indotto qualche giornalista di bocca buona a definirmi nientemeno che “l’ideologo del M5s”».

Alla fine del 2015 Becchi si “disiscrive” dal M5s, e in questo libro – privo di pentimenti o risentimenti – spiega perché. «Il MoVimento inventato da Grillo ormai non c’è più, molti attivisti sono stati espulsi, meet up storici liquidati, altri hanno assistito increduli alla metamorfosi del M5s. Una mutazione che ha trasformato il MoVimento in un partito settario, deformandolo in una piccola nomenklatura di potere legata alla ditta Casaleggio Associati srl… L’originario MoVimento di Grillo è diventato oggi il partito di Casaleggio».

PAOLO BECCHI (Genova 1955) insegna Filosofia pratica e Bioetica all’università di Genova. È autore, fra l’altro, di Colpo di Stato permanente (Marsilio 2014), Napolitano, Re nella Repubblica (con D. Granara, Mimesis 2015), e Morte cerebrale e trapianto di organi (Morcelliana 2015). Cura un blog sul “Fattonline”, e collabora a varie riviste, fra cui “Mondoperaio”.

 

CENSURATO DA TUTTI I MEDIA

IL DUCETTO

 


Michele De Lucia
IL DUCETTO DI RIGNANO SULL’ARNO
978-88-7953-299-0 − pagg. 210 − € 16,00


Dai maneggi affaristici in famiglia, agli intrighi partitici con inganni mediatici, fino alla deriva autoritaria contro la Costituzione repubblicana: la bramosia di potere di Matteo Renzi, premier abusivo.
Gli affarismi della famiglia Renzi, fra intrichi societari, furbizie previdenziali, condanne per cause di lavoro, e sospetti di bancarotta fraudolenta. Il politicante Matteo Renzi comunicatore di balle: lo storytelling affaristico con l’amico scrittore Alessandro Baricco, e la Rai-tv renziana sempre più asservita al potere partitocratico, come una nuova Eiar. Banche e massoni: il decreto sulle Banche popolari con sospetti di insider trading, lo scandalo Etruria-Boschi col contorno di Flavio Carboni, e l’amicone generale della Guardia di finanza («Che stronzo! Ciao ciao»). Bramosia di potere renziana: come arrivare a palazzo Chigi con un colpo di mano, come manomettere la Costituzione in senso autoritario, come imporre una nuova legge elettorale incostituzionale, e come governare a colpi di decreti e propaganda. Per partito preso: l’angelo custode Marco Carrai (fede-affari-politica dal Lussemburgo a Tel Aviv), e il Pd ridotto a partito padronale e personale…

MICHELE DE LUCIA (Roma, 1972), laureato in legge, giornalista e scrittore, è stato tesoriere di Radicali italiani e co-fondatore della associazione Anticlericale.net. Con Kaos edizioni ha pubblicato, fra l’altro: Il baratto (2008), Dossier Bossi-Lega nord (2011), Al di sotto di ogni sospetto (2013), Il Berluschino (2014), e Matteo Salvini sottovuoto spinto (2015).


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