DAVID JONES BOWIE


DAVID JONES BOWIE
ISBN 978-88-7953-334-8
200 pagine – € 17,00


Cronologia biografico-artistica, rassegna di dichiarazioni dal 1970 al Duemila, raccolta di interviste, conversazioni con William Burroughs e col pittore Balthus, tossicodipendenze e libertinaggio: tutto David Bowie, pubblico e privato.

«Devo ammettere che in un passaggio di Space Oddity mi sono ispirato ai Beatles. Mi piaceva veramente il modo in cui Lennon, nella composizione dei testi, giocava con le parole. Non c’è mai stato nessuno bravo come lui nei giochi di parole.» [1973]
«Continuo a accarezzare l’idea che quando sarò vecchio me ne andrò nel lontano Oriente a fumare oppio vivendo in una specie di euforica estasi nebulosa.» [1980]
«Riascoltare l’album Low mi fa sudare freddo per i ricordi spiacevoli – riporta tutto a galla, all’istante… È un album grandioso, e quando lo riascolto sento ancora tremori e sudore.» [1989] 
«La mia bisessualità è stata solo una fase. Stavo provando tutto, avevo fame di sperimentare tutto quello che la vita aveva da offrirmi, dall’oppio a qualunque altra cosa. E credo di avere provato tutto, tranne le cose davvero pericolose. Ho provato quasi tutto quello che la cultura occidentale può offrire.» [1996]
«Quante droghe ho assunto in vita mia? Oh, cinque o sei… Ho preso veramente di tutto, fino ai sedativi per elefanti. Ma questa delle droghe  una faccenda così trita e ritrita che non mi va neanche più di parlarne.» [1999]
«La musica mi ha regalato più di quarant’anni di esperienze eccezionali. Non posso dire che abbia attenuato i dolori e le tragedie della vita, ma mi ha permesso di trascorrere molti momenti in compagnia quando mi sentivo solo, ed è stato per me un sublime mezzo di comunicazione quando volevo entrare in contatto con gli altri. È la porta che dà sulla mia percezione e la casa in cui vivo.» [2004]

Il Ducetto della Padania


Giovanni Castiglioni (a cura di)
IL DUCETTO DELLA PADANIA
ISBN 978-88-7953-333-1
224 pagine – € 18,00


Introdotto da un’intervista col politologo Giorgio Galli sulla storia della Lega nord («Il leghismo da Bossi a Salvini»), e dal pamphlet biografico Matteo Salvini sottovuoto spinto di Michele De Lucia, questo libro raccoglie una antologia delle dichiarazioni pubbliche del capo leghista durante l’ultimo decennio («La sua battaglia»).
Le sparate salviniane sono un’incredibile rassegna di propaganda reazionaria e di concetti fascistoidi, qualcosa di inaudito. Dall’originaria Padania federalista e secessionista, al “partito personale” nazionale e nazionalista; dall’originario livore antimeridionale, all’odierna xenofobia; dalla caccia ai rom, alle ronde anti-immigrati; dalla legittima difesa da Far West, alla castrazione chimica per gli stupratori (meglio se stranieri); dall’apologia dell’evasione fiscale, alla riapertura dei postriboli; dall’integralismo religioso con invocazione della Madonna, alla crociata contro la religione musulmana; dall’anticomunismo senza comunisti, all’intesa con l’ultradestra neofascista; denunce e invettive contro i reati degli ultimi, e la più silente indulgenza verso la criminalità finanziaria dei colletti bianchi…
«Le parole del capo leghista Matteo Salvini sono una drammatica testimonianza della condizione di una parte importante (elettoralmente maggioritaria) dell’Italia odierna, che quelle parole apprezza e condivide. E che quel genere di politici esprime» [G.C.]

JACKO


William Mandel
JACKO. Splendori e miserie di Michael Jackson
ISBN 978-88-7953-332-4
234 pagine – € 18,00


Quella del divo pop contemporaneo Michael Ja-ckson (1958-2009) è una biografia di splendori e miserie che, non a caso, evoca per molti aspetti quel-la del re del rock’n’roll Elvis Presley (con un’ulteriore coincidenza: Michael il 26 maggio 1994 sposò Lisa Marie Presley, figlia di Elvis).

Questo libro biografico racconta Jacko: dal precoce esordio con i Jackson 5 negli anni Sessanta, ai primi album Got to be There (1972), Music & Me (1973), Forever, Michael (1975), fino al trionfo mondiale di Thriller (1982), l’album più venduto e il video-clip più celebre della storia del pop. Dalla misteriosa dimensione di popstar dall’esistenza tormentata e dalla vita privata scandalosa (comprensiva di figli concepiti mediante surrogazione di maternità), alla improvvisa morte nel giugno 2009, poco prima di un clamoroso ritorno sulle scene.

Date, incisioni, canzoni, concerti, dichiarazioni, polemiche, accuse, eccessi, scandali: tutto Michael Jackson senza censure. Con una antologia delle sue principali interviste (compresa la più famosa: quella televisiva con Oprah Winfrey del febbraio 1993), il racconto del documentario-shock Leaving Neverland, e la celebrazione di Thriller.

Delitto Moro: la grande menzogna


Sergio Flamigni
DELITTO MORO: LA GRANDE MENZOGNA
ISBN 978-88-7953-330-0
430 pagine – € 23,00


La grande menzogna di Stato sul delitto Moro, confezionata alla fine degli anni Ottanta dal brigatista dissociato Valerio Morucci (con la collaborazione del Sisde e della Dc cossighiana), trovò il definitivo avallo nel 1994 con la pubblicazione del libro-intervista dell’ex capo terrorista Mario Moretti Brigate rosse. Una storia italiana, curato dalle giornaliste Carla Mosca e Rossana Rossanda. Una operazione politico-editoriale, quella del libro-intervista, concepita anche per dipingere Moretti come intrepido rivoluzionario dell’ultrasinistra, collocando le sue sanguinarie Br in un ipotetico “album di famiglia” del comunismo italiano.
In questo libro Sergio Flamigni ricostruisce come il quotidiano “il manifesto” (cofondato e codiretto da Rossana Rossanda) raccontò le «cosiddette Brigate rosse», definite “brigate nere” eterodirette, e la lotta armata fino al delitto Moro. Quindi trascrive e commenta le registrazioni foniche (quelle parziali sequestrate dalla magistratura) dei colloqui di Moretti con Mosca e Rossanda nel carcere di Opera del luglio-agosto 1993. E infine riepiloga il vero “album di famiglia” delle Br: una sarabanda di spioni, infiltrati, delatori, provocatori, pentiti e ambiguità di ogni genere.
Come tutti i precedenti lavori di Flamigni sul tema, anche questo libro ha la sola finalità di dimostrare che la versione morucciana-morettiana del sequestro Moro è una colossale menzogna di Stato (infatti assurdamente avallata da certa magistratura). Così come è una grande mistificazione la pretesa “limpidezza rivoluzionaria e comunista” delle Br e di torbidissimi terroristi come Mario Moretti e Giovanni Senzani.

SERGIO FLAMIGNI (Forlì, 1925), parlamentare del Pci dal 1968 al 1987, ha fatto parte delle Commissioni parlamentari d’inchiesta sul caso Moro, sulla Loggia P2 e Antimafia. Autore del best seller La tela del ragno (5ª edizione 2003) e di numerosi altri libri-inchiesta, fra i quali Patto di omertà (2015), Il covo di Stato e la prigione fantasma (2016), La sfinge delle Brigate rosse (nuova edizione 2018), Il quarto uomo del delitto Moro (2018), tutti pubblicati da Kaos edizioni.


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ERRATA CORRIGE

A pag. 324 di Delitto Moro: la grande menzogna una erronea sintesi redazionale, in fase di revisione del testo, ha determinato la frase: «Il colonnello del carabinieri Antonio Cornacchia, affiliato alla P2 come i generali Romolo e Carlo Alberto Dalla Chiesa e Giovanbattista Palumbo».
Il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa aveva inoltrato il modulo di iscrizione alla Loggia segreta nell’ottobre 1976 (come confermerà di persona alla Commissione parlamentare d’inchiesta P2 il 22 luglio 1982, a suo dire per ragioni di servizio), ma non era seguita la cerimonia di affiliazione. Circostanza del resto già riportata da Sergio Flamigni, negli esatti termini, in alcune sue precedenti pubblicazioni (Dossier P2, Trame atlantiche, Le Idi di marzo, La Sfinge delle Br).
Nello scusarci per l’imprecisione redazionale, alla prima ristampa o nuova edizione provvederemo alla necessaria rettifica.
KAOS EDIZIONI

Sotto: la richiesta di affiliazione alla P2 compilata dal generale Carlo Alberto Dalla Chiesa nell’ottobre 1976.

ABBA. Mamma mia!


Betty Shapiro [a cura di]
ABBA. Mamma mia!
978-88-7953-331-7 − pagg. 188 − € 17,00


Questa nuova edizione di Abba story racconta come in Svezia, nel corso degli anni Settanta, i due giovani musicisti Benny Andersson e Björn Ulvaeus, e le due giovani cantanti Anni-Frid Lyngstad e Agnetha Fältskog, diedero vita al quartetto pop nordeuropeo più famoso del mondo: gli Abba.
A partire dal 1974, con l’album Waterloo, e fino al 1981, con l’album The Visitors, gli Abba hanno scritto e interpretato canzoni che sono entrate di diritto nella storia del pop: da Waterloo a Honey Honey; da Mamma mia a I Do, I Do, I Do, I Do, I Do; da Dancing Queen a Fernando; da Money, Money, Money a Gimme! Gimme! Gimme!; da Super Trouper a The Winner Takes It All.
Questo libro ricostruisce l’epopea degli Abba, e le successive carriere soliste del quartetto svedese, anche attraverso le cronache giornalistiche. E racconta di una popolarità senza tempo, confermata negli anni Duemila dal successo mondiale del musical (2000) e del film (2008) Mamma mia!


AXL + SLASH = GUNS N’ROSES


Tommy Brook [a cura di]
AXL + SLASH = GUNS N’ROSES
978-88-7953-326-3 − pagg. 240 − € 17,00


Fra hard rock e ribellismi, tossicodipendenze e sesso libero, disturbi maniaco-depressivi e pornostar, eccessi alcolici e risse, provocazioni e trasgressioni, le pagine biografiche essenziali delle due anime creative dei Guns n’Roses: l’istrionico frontman-vocalist Axl W. Rose, e lo straordinario chitarrista Slash Hudson (ritratti da Patrick Gilman in Axl + Slash proibiti). Con una raccolta delle principali interviste di Axl e Slash pubblicate dalla stampa musicale da metà anni Ottanta alla metà dei Novanta.
Queste pagine ripercorrono anche tutta l’epopea dei Guns n’Roses (rockband formata inoltre da Izzy Stradlin, Duff McKagan e Steven Adler): dai marciapiedi di Los Angeles, al successo mondiale di Appetite for Destruction (1987); dai fasti logoranti del rockshow, all’apoteosi Use Your Illusion I e II (1991); dai contrasti all’interno della rockband, all’uscita di Slash, ai travagli dei “nuovi Guns n’Roses” dell’egocentrico dittatore Axl, fino al canto del cigno di Chinese Democracy (2008).


Il quarto uomo del delitto Moro

 

 


Sergio Flamigni
IL QUARTO UOMO DEL DELITTO MORO
978-88-7953-321-8 − pagg. 350 − € 20,00


Nell’estate del 1993 l’ex capo brigatista Mario Moretti, nel ruolo di interessato delatore, permette alla Digos di individuare in Germano Maccari il terrorista che, con lo pseudonimo di “Luigi Altobelli”, sarebbe stato il quarto carceriere di Aldo Moro nel fantomatico covo-prigione di via Montalcini 8 durante i 55 giorni del sequestro. Inoltre, a detta del trio Moretti-Adriana Faranda-Valerio Morucci, Maccari avrebbe collaborato all’uccisione del prigioniero, e avrebbe poi partecipato al grottesco trasporto del cadavere di Moro da via Montalcini fino in via Caetani la mattina del 9 maggio 1978.

La vicenda che ha avuto come protagonista Germano Maccari – qui ricostruita anche attraverso la documentazione giudiziaria e gli interrogatori – è un compendio delle ambiguità, delle menzogne, delle omertà, del criminale cinismo e delle “verità indicibili” che hanno caratterizzato le sanguinarie Br morettiane e che hanno scandito la strage di via Fani e il delitto Moro. Ed è una vicenda che conferma vieppiù inverosimile la versione brigatista (assurdamente avallata dalla magistratura) sulla prigionia e l’uccisione del presidente della Dc. Versione peraltro smentita anche dalle risultanze della II Commissione parlamentare Moro.

 

SERGIO FLAMIGNI (Forlì, 1925), parlamentare del Pci dal 1968 al 1987, ha fatto parte delle Commissioni parlamentari d’inchiesta sul caso Moro, sulla P2 e Antimafia. Ha scritto: La tela del ragno (1988 e 2003), Trame atlantiche. Storia della Loggia P2 (1996); «Il mio sangue ricadrà su di loro». Gli scritti di Aldo Moro prigioniero delle Br (1997); Convergenze parallele (1998); I fantasmi del passato (2001); Patto di omertà (2015); Il covo di Stato e la prigione fantasma (2016).

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Vespaio

 


Lucio Giunio Bruto
VESPAIO
88-7953-135-2 − pagg. 314 − € 16,00


Apprendista giornalista pupillo del ministro democristiano Lorenzo Natali, nel 1968 partecipò a un concorso per telecronisti Rai e si classificò primo. Bruno Vespa cominciò così la sua carrierona all’ombra del potere, raccontata in questo libro con divertita rassegnazione: seguirono 25 anni da speaker della Prima repubblica democristiana, culminati nella direzione del “Tg1” per conto della Dc.

Fuoriclasse del giornalismo concepito come vassallaggio del potere, professionista della informazione posta al servizio dei potenti, campione di silenzi e omissioni censorie, l’ex democristiano Vespa nel 1994 si è subito convertito alla Seconda repubblica, sedotto dalla dimensione politico-affaristica del nuovo potere berlusconiano. Ne ha avuto in cambio la preminenza su Raiuno con la trasmissione “Porta a porta” (un telesalotto del potere), più un business editoriale annuo con la casa editrice del padrone di Forza Italia (15 libri di propaganda berlusconiana, per quasi 2 milioni di copie vendute) che lo ha reso miliardario.

 

Gli autori ricorrono allo pseudonimo LUCIO GIUNIO BRUTO, il politico romano (sec. VI a.C.) che cacciò da Roma il sovrano Tarquinio il superbo.

 

Via col vento in Vaticano

 

 


I Millenari
VIA COL VENTO IN VATICANO
ISBN 978-88-7953-327-0 − pagg. 314 − € 20,00


In una nuova edizione, il pamphlet sugli scandali della Curia vaticana che la Sacra Rota nel 1999 tentò di censurare condannandolo al rogo. Con la cronaca della persecuzione subita da uno dei Millenari, monsignor Luigi Marinelli.

«Il silenzio che tace il male per non far scandalo può confondersi con la complicità… È venuto il tempo che la Chiesa chieda perdono a Cristo per le tante infedeltà e tradimenti dei suoi ministri, specialmente di quelli costituiti in autorità al vertice della gerarchia ecclesiastica».

 

INDICE DELL’OPERA PROIBITA
I) Contro il silenzio che tace il male. II) La mula del Pontefice. III) “Mors tua vita mea”. IV) La Chiesa non è il vaticanismo. V) La zizzania nel frumento. VI) La culla del potere vaticano. VII) Il dicastero dove s’arrotano i vescovi. VIII) Clientele vescovili e baronie cardinalizie. IX) Lotte di potere nella Curia romana. X) Lazzi, sollazzi e intrallazzi sacri. XI) Il giavellotto dell’omosessualità. XII) Gli emergenti e i sommergendi. XIII) Verso la guglia di San Pietro. XIV) La fiera del rosso paonazzo. XV) Spiani e spiati di Curia. XVI) Imbrogli, giustizia e liturgia. XVII) Bolscevismo e satanismo. XVIII) Il fumo di Satana in Vaticano. XIX) Potere, vegetanza e celibato. XX) Un sindacato per sudditi senza diritti. XXI) L’infermo Pontefice in stato di assedio. XXII) La Chiesa del Terzo millennio.

 

Leggi i documenti

 

I Millenari sono un gruppo di prelati della Curia vaticana. Hanno scritto inoltre: Fumo di Satana in Vaticano e La Bestia in Vaticano [2001 e 2012, Kaos edizioni].

In difesa del comunismo

 

 


Giorgio Galli
IN DIFESA DEL COMUNISMO
ISBN 978-88-7953-324-9 − pagg. 166 − € 16,00


«Per quanti elementi di realtà possano contenere, le tesi “anticomuniste” di François Furet e Ernst Nolte forniscono una visione deformata di quanto è accaduto nel XX secolo. Esso non è stato il secolo che ha avuto per protagonista il comunismo e il suo progetto di guerra civile mondiale: lo è potuto sembrare, dopo il 1945. Non è stato neppure il secolo dominato dalla contrapposizione tra fascismo e comunismo, anche se lo è potuto sembrare fino alla seconda guerra mondiale… Questa difesa del comunismo non ha il solo significato di proporre una più corretta interpretazione storiografica, ma anche quello di guardare non solo il passato bensì anche il futuro… Attraverso la condanna di una “grande illusione”, quale certamente è stato il comunismo, si vorrebbe cancellare l’aspirazione millenaria a una società più libera, più egualitaria e più felice. E questa “difesa del comunismo” è anche la difesa di tale prospettiva».
In appendice, il testo integrale del Manifesto del partito comunista di Karl Marx e F. Engels.

 

Leggi la Premessa alla seconda edizione

Bella ciao. Pensieri e parole di Franca Rame

 


Francesca Lorenzetti [a cura di]
BELLA CIAO. Pensieri e parole di Franca Rame
ISBN 978-88-7953-325-6 − pagg. 286 − € 18,00


La vita di coppia e il teatro, la coscienza sociale e la condizione femminile, la satira e il civismo: quarant’anni e più di dichiarazioni, interviste e interventi pubblici di Franca Rame.

«Oramai l’8 marzo è diventata la festa dei fiori, invece è una ricorrenza tragica che richiede una riflessione molto seria. E pensare che sono così poche le donne che conoscono la storia di questa giornata e quindi della morte delle operaie nella fabbrica tessile… Comunque io dico sempre di non mandarmi mimose per l’8 marzo perché le butto dalla finestra».

«Nei primi anni Settanta formammo il collettivo teatrale La Comune. Facevamo un lavoro straordinario con le fabbriche, ma i rapporti umani all’interno della compagnia andavano peggiorando. Finì tutto molto male, fra antagonismi, invidie e meschinità…».

«C’è stato un momento della mia vita in cui non mi identificavo più nel mondo che mi circondava, e nemmeno in quello che facevo, per cui sono caduta in una depressione che è durata un anno e mezzo».

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Santo impostore

 

 


Mario Guarino
SANTO IMPOSTORE. Controstoria di padre Pio
88-7953-125-5 − pagg. 180 − € 14,00


La vera storia di padre Pio, che nessuno ha mai raccontato.

L’apprendistato di un santo all’italiana – Estasi, vessazioni e peperoni • Divine malattie e umani privilegi • Stigmate, furbizie e sospetti • Camerati, massoni e avventurieri.
Sangue, sesso, soldi e sortilegi – La strage degli “Arditi di Cristo” • Figli spirituali e comari di vita • Risse e sortilegi.
Segregazione, ricatti e scandali – “L’operazione Candelabri” • Uno showman iracondo • Il banchiere di Dio.
Indulgenze plenarie e pecuniarie – “Libertà” a pagamento • Il supermiracolo finale.
Il pio business – Il mercimonio del beato • Affari con le stigmate • Il business del santo.

 

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Oh, Janis!

 


Betty Shapiro [a cura di]
Oh, Janis! Ardori, amori e dolori di Janis Joplin
978-88-7953-322-5 − pagg. 190 − € 17,00


 

La vita, breve e tempestosa, della regina del rockblues Janis Joplin (1943-1970), ricostruita attraverso un dettagliato ritratto biografico – Janis Joplin proibita di Mary Davies – e una antologia di interviste.
La difficile adolescenza in una cittadina texana bigotta e razzista, e il ribelliamo giovanile di metà anni Sessanta. La tossicodipendenza, il rock-blues e l’alcol. Il successo, il bisogno amoroso e la sfrenata bisessualità. La passione e gli eccessi, la rabbia e la solitudine, la dimensione artistica e l’epopea libertaria. Fino alle estreme conseguenze: la morte per overdose, il 4 ottobre 1970, in un albergo di Los Angeles, all’età di 27 anni.
Fra inquietudini e tensioni generazionali, Janis come donna ha incarnato i dettami della Controcultura anni Sessanta, e come artista ha scritto una delle pagine più intense della storiografia rock.
«Per tutta la vita ho desiderato solo di essere una beatnik. Fare tutte le esperienze più toste, strafarmi, scopare, divertirmi… Ecco tutto quello che ho sempre desiderato. Però sapevo di avere una bella voce e di poterei sempre ricavare con quella un paio di birre. Poi all’improvviso qualcuno mi ha scagliato in una rockband… Non ho più desiderato fare nient’altro – era meglio che stare con un uomo, con qualunque uomo. Forse il guaio è proprio questo».

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NEVERMIND. Il Nirvana di Kurt Cobain

 


Rick Branford [a cura di]
NEVERMIND. Il Nirvana di Kurt Cobain
978-88-7953-323-2 − pagg. 220 − € 17,00


 

I frangenti più scabrosi della biografia del vocalist-chitarrista dei Nirvana (Kurt Cobain proibito di Alex Romeo), con un’antologia di interviste del capostipite del “Seattle sound” (detto grunge).

Kurt Cobain (1967-1994) si affacciò sulla scena musicale post-punk dello Stato di Washington a metà degli anni Ottanta, e insieme al bassista Chris Novoselic e al batterista Dave Grohl formò la band Nirvana, che nel 1987 esordì nei locali di Seattle. Il successo planetario arrivò col secondo album, Nevermind, pubblicato nel 1991. Insieme al successo, nella vita di Kurt irruppe la bionda cantante punk-rock Courtney Love.

Sensibile e creativo, fragile e tormentato, ribelle e nichilista, in cerca di una difficile identità non-maschile, la rockstar Cobain affondò nella palude della tossicodipendenza, e insieme alla moglie Courtney Love scandalizzò l’America benpensante. Finché il male di vivere lo indusse al suicidio (aprile 1994).

«Sono completamente a favore di: omosessualità, consumo di droga come forma di sperimentazione (sebbene io sia la prova vivente dei risultati dannosi dell’esagerazione in questo senso), azioni libertarie contro religione, razzismo, sessismo, censura e patriottismo, creatività mediante musica, arte, giornalismo, amore, amicizia, famiglia, animali, e rivoluzione perenne organizzata in modo violento… Vasectomia per tutti gli individui omofobici».

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Pink Floyd Songs

 


Davide Ratti [a cura di]
PINK FLOYD SONGS
978-88-7953-319-5 − pagg. 274 − € 18,00


 

Le origini e lo sviluppo artistico della leggendaria band inglese (formata da Sid Barrett, Roger Waters, Nick Mason, Richard Wright e David Gilmour), dagli anni Sessanta agli anni Novanta, attraverso una discografia che ha fatto la storia della musica pop contemporanea.
La genesi degli album pinkfloydiani, con l’analisi critica dei testi delle singole canzoni: The Piper at the Gates of Dawn (1967) • A Saucerful of Secrets (1968) • More (1969) • Ummagumma (1969) • Atom Heart Mother (1970) • Meddle (1971) • Obscured by Clouds (1972) • The Dark Side of the Moon (1973) • Wish You Were Here (1975) • Animals (1977) • The Wall (1979) • The Final Cut (1983) • A Momentary Lapse of Reason (1987).
«Tutto comincia nel 1966 al Marquee di Londra, locale diventato portabandiera della cultura underground londinese, dove ogni domenica pomeriggio vengono organizzati gli “spontaneous underground”, veri e propri happening senza temi né motivazioni, dove lo spettacolo lo fa il pubblico. Un pubblico eterogeneo e variopinto, vestito nei modi più strani, che si reca al Marquee non per ascoltare musica, ma per “viaggiare” al suono dalla giovane band Pink Floyd…».

Leggi la Cronologia

I peccati del papa argentino

 

 


Discepoli di verità
I PECCATI DEL PAPA ARGENTINO
978-88-7953-251-8 − pagg. 174 − € 16,00


Le dimissioni di papa Benedetto XVI, indotte da blandizie e pressioni, hanno portato all’elezione papale – preparata nella massima segretezza, su ispirazione di san Josemaría Escrivá de Balaguer – del cardinale Jorge Mario Bergoglio arcivescovo di Buenos Aires. Questo libro racconta i peccati che macchiano la biografia del primo Pontefice argentino.
Superiore provinciale dei Gesuiti negli anni della dittatura militare di Buenos Aires, padre Bergoglio restò silente quando due preti gesuiti, assertori della “sovversiva” Teologia della liberazione, vennero sequestrati dalla polizia e sottoposti per mesi a prigionia e torture. Né mai il futuro papa Francesco proferì parola contro la giunta militare responsabile di una sanguinosa repressione, comprensiva di molte migliaia di desaparecidos, durata 7 anni (1976-1983).
Da vescovo ausiliare prima, e poi da arcivescovo di Buenos Aires, mai Bergoglio denunciò la dilagante piaga della pedofilia sacerdotale, né mai si attivò per contrastarla. Anzi, arrivò al punto di manifestare indulgenza verso un sacerdote condannato per pedofilia, e solidarietà a un vescovo dimissionario per uno scandalo di omosessualità.
Del resto, lo confessò lo stesso Bergoglio quando ancora era cardinale: «Ho commesso molti errori… Oggi chiedo perdono dei peccati e delle offese che ho realmente commesso».

Dei “Discepoli di verità” la Kaos edizioni ha pubblicato, fra gli altri: Bugie di sangue in Vaticano (1999), All’ombra del Papa infermo (2000), Senza misericordia (2005), I triangoli rosa di Benedetto XVI (2005), Segreto pontificio (2007), Povero Cristo (2009), I peccati di papa Wojtyla (2010), Intrigo papale (2012).

 

Leggi il capitolo “Sesso, silenzi e grida”

Dossier Monte dei Paschi di Siena

 

 


A cura di Stefano Molteni – Prefazione di Giorgio Galli
DOSSIER MONTE DEI PASCHI DI SIENA
978-88-7953-309-6 − pagg. 352 − € 20,00


Il verbale dell’adunanza del Collegio sindacale di Montepaschi del 9 ottobre 1981, in conseguenza dello scandalo della Loggia massonica segre1ia P2. Una dettagliata rassegna delle cronache giornalistiche sui fatti più rilevanti dell’attività della banca senese degli anni Ottanta, Novanta e Duemila. La relazione conclusiva della Commissione d’inchiesta del Consiglio regionale, approvata il 28 luglio 2016 dalla minoranza (Movimento Cinquestelle, Lega nord, Sì-Toscana a sinistra), “in merito alla fondazione e alla Banca Monte dei Paschi di Siena”.

«Nella recente storia del Montepaschi, qui ricostruita in forma di cronaca, ricorrono a vario titolo i nomi del più noti affaristi italici (e di alcuni del più famigerati, bancarottieri inclusi). Ricorrono i nomi di politici della Prima repubblica (Pci e Dc) e della Seconda (del centrosinistra prodiano e del centrodestra berlusconiano). Ricorrono le ombre dei poteri occulti e i maneggi partitici, fra clientele e ruberie, crac e riclclaggi, tangenti e corruttele, azzardi speculativi e bilanci falsi. Ricorrono omissioni, complicità e connivenze da parte dei cosiddetti “organismi di controllo” (Bankitalia e Consob). Né manca la morte enigmatica di un dirigente, sbrigativamente archiviata come suicidio»

[Giorgio Galli]

Colloqui riservati di Adolf Hitler

 

 


A cura di GIORGIO GALLI
COLLOQUI RISERVATI DI ADOLF HITLER
annotati da Martin Bormann
[5 LUGLIO 1941-30 NOVEMBRE 1944]
978-88-7953-313-3 − pagg. 564 − € 28,00


I Colloqui riservati di Adolf Hitler qui pubblicati, raccolti a cura del gerarca nazista Martin Bormann (primo fiduciario del Führer), sono un documento risalente agli anni della seconda guerra mondiale. Riguardano infatti il periodo dal luglio 1941 (inizio della “campagna di Russia”) al novembre 1944 (inizio della disfatta bellica del Reich nazista).

L’importanza storica di questi colloqui hitleriani sui più disparati argomenti, e con svariati interlocutori, è davvero notevole. Da essi traspare la vera essenza politico-culturale, la vera personalità di Adolf Hitler. E confermano come il Führer non fosse né un pazzo né un demone, ma piuttosto un uomo di potere strenuamente impegnato a trasporre in chiave politica idee, teorie e concetti propri della cultura europea, soprattutto Ottocentesca e d’inizio Novecento. Un messianico capo politico che, attraverso la democrazia rappresentativa, arrivò al potere cavalcando idee, fobie e fanatismi mutuati dalla destra radicale, dai movimenti nazional-patriottici e pangermanisti tedeschi e austriaci (col loro carico di militarismo, razzismo, xenofobia e antiebraismo).

Questi Colloqui riservati attestano che il nazismo hitleriano fu una drammatica degenerazione – non causa, bensì effetto – della civilizzazione occidentale di matrice europea.

Nessuno uscirà vivo di qui

 

 

 


Jerry Hopkins e Danny Sugerman
NESSUNO USCIRÀ VIVO DI QUI
978-88-7953-314-0 − pagg. 328 − € 20,00


La sconvolgente biografia di Jim Morrison

La vita – folgorante, estrema, drammatica – di James Douglas Morrison, il Poeta del rock che attraversò come un razzo l’orizzonte musicale e che finì in frammenti brucianti quando la realtà gli sfuggì di mano. Una storia di genialità, trasgressione e follia, nata e consumatasi nell’America di fine anni Sessanta, quando Morrison – poeta, ribelle, cantante, filosofo – fece irruzione sulla scena musicale quale smagliante, oltraggioso, sensuale discepolo dell’Oscurità e cantore della Sessualità, della Rivolta, dell’Inconscio.

«Diciamo che ho sperimentato i confini della realtà. Ero curioso di vedere cosa sarebbe successo. È tutto qui: pura curiosità» (Jim Morrison, Los Angeles, 1969). Il leggendario mito di “Re Lucertola”, nella più celebre biografia della cultura rock.

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Il fuggiasco della Guyana

 

 


Clément Duval
IL FUGGIASCO DELLA GUYANA
Memorie autobiografiche
978-88-7953-236-5 − pagg. 814 − € 28,00


Parigi, gennaio 1887: l’anarchico francese Clément Duval (1850-1935) viene condannato a morte per furto, incen­dio e tentata uccisione di un poliziotto; la pena gli viene commutata nei lavori forzati perpetui. Il successivo aprile l’ergastolano Duval viene portato nella Guyana francese, e internato alle Isole della salute.

In questa autobiografia, Clément Duval racconta 14 anni di carcere e lavori forzati, scanditi da innumerevoli tenta­tivi di evasione. Fino al trasferimento nel carcere di Saint-Laurent-du-Maroni, da dove il 14 aprile 1901 riesce a fug­gire, riparando prima nella Guyana inglese, poi a San Juan di Portorico, e infine negli Stati Uniti.

Le “Memorie autobiografiche” di Clément Duval, pubbli­cate per la prima volta nel 1907 e qui riproposte in forma integrale, sono un documento di straordinario interesse politico-culturale, un classico della cultura anarchica, e una lettura avvincente.