Il fuggiasco della Guyana

 

 


Clément Duval
IL FUGGIASCO DELLA GUYANA
Memorie autobiografiche
978-88-7953-236-5 − pagg. 814 − € 28,00


Parigi, gennaio 1887: l’anarchico francese Clément Duval (1850-1935) viene condannato a morte per furto, incen­dio e tentata uccisione di un poliziotto; la pena gli viene commutata nei lavori forzati perpetui. Il successivo aprile l’ergastolano Duval viene portato nella Guyana francese, e internato alle Isole della salute.

In questa autobiografia, Clément Duval racconta 14 anni di carcere e lavori forzati, scanditi da innumerevoli tenta­tivi di evasione. Fino al trasferimento nel carcere di Saint-Laurent-du-Maroni, da dove il 14 aprile 1901 riesce a fug­gire, riparando prima nella Guyana inglese, poi a San Juan di Portorico, e infine negli Stati Uniti.

Le “Memorie autobiografiche” di Clément Duval, pubbli­cate per la prima volta nel 1907 e qui riproposte in forma integrale, sono un documento di straordinario interesse politico-culturale, un classico della cultura anarchica, e una lettura avvincente.

Goganga. Giorgio Gaber Show

 

 

 


Giovanni Milani [A cura di]
GOGANGA. GIORGIO GABER SHOW
978-88-7953-312-6 − pagg. 246 − € 18,00


Spettacoli, interviste, dichiarazioni: trent’anni di teatro-canzone del “Signor G”, e l’essenza artistica di Giorgio Gaber.

«Fin dal 1970, quando ho fatto per il Piccolo teatro Il signor G, io sono stato solo un cantautore. Eravamo tutti degli sfigati all’inizio, negli anni Sessanta. Un periodo bellissimo e anche orrendo, a 24 anni la casa discografica mi fa: “Grazie tante, sei troppo vecchio per noi”. Ed erano delusioni atroci. Suonavamo la sera, qui a Milano, al Santa Tecla; eravamo un gruppo legato al discografico Nanni Ricordi, c’erano Endrigo, Paoli, Bindi, Jannacci. Solo Tenco era comunista, capiva la politica: poi un’ansia oscura lo attrasse a Roma, all’angoscia. Cambiava sempre nome, nelle prime incisioni, come se temesse qualcosa. Vivevamo tutti insieme, era un gruppo, era bello. Oggi fanno la nostra apologia in tanti saggi. Allora eravamo sempre battuti a Sanremo, non riuscivamo a percepire che, invece, tanti ragazzi ci seguivano, e ci sentivamo isolati. A Roma ci fronteggiavano i “modugnini”: Meccia, Vianello, Fidenco. Poi il ’63, la pallottola di Paoli al cuore, Sapore di sale e fine del gruppo. Con la fine degli anni Sessanta arriva il Movimento e io esco da questo mondo. Basta giornalisti, basta fotografie, basta televisione. Solo scrivere e cantare. Gli anni della speranza li ho attraversati tutti fino alle cose grosse che ci sono cadute addosso. Oggi c’è appiattimento, certo, ma non è riflusso. La razza del Sessantotto non è estinta, forse si è addormentata, o forse si è solo presa una piccola pausa…» [1980].

Vi immagino cresciuti

 

 


Antonio Gramsci
VI IMMAGINO CRESCIUTI
978-88-7953-307-2 − pagg. 202 − € 18,00


Negli scritti di Antonio Gramsci dalla clandestinità e dal carcere, e nelle lettere ai suoi figli Delio e Giuliano, l’atroce impedimento di vivere la paternità.

16 gennaio 1933

«Carissimi Delio e Giuliano, non mi avete più scritto, perché?, da tanto tempo. Non so più nulla degli esseri viventi di Delio, del suo fringuello, dei pesciolini. E poi: Delio ha ricevuto il libro di Pinocchio? Gli sono piaciute le illustrazioni? Corrispondono esse all’immagine che egli si era fatto del burattino? E a Giuliano piace la storia di Pinocchio? Quali sono ora i centri del vostro interesse sia a scuola che in casa? Scrivetemi tante cose, tutt’e due. Vi abbraccio tanto e vi faccio tante carezze. Antonio».

 

L’erba di Bob Marley

 


James Federici [a cura di]
L’erba di Bob Marley
978-88-7953-311-9 − pagg. 176 − € 16,00


 

Il profeta del reggae: interviste, ricordi e testimonianze.

«L’erba è il mezzo per la guarigione della nazione? Una volta che fumate l’erba, finite tutti per pensarla allo stesso modo. E se si pensa allo stesso modo, questo vuol dire che ci si può ritrovare sullo stesso sentiero. E se stiamo sullo stesso sentiero, vuol dire che ci stiamo unendo. Alcuni dicono: “Non fumate l’erba”. Loro non vogliono che siamo uniti, giusto?, così dicono: “Non fumate l’erba”… È vero! Quindi l’erba è il mezzo per la guarigione della nazione, e la gente deve procurarsela per questo scopo. Vogliono fumarla? Lasciategliela fumare. Vogliono usarla nel bollitore per farci il tè? Lasciateglielo fare. Vogliono vaporizzarla o mangiarla, lo facciano pure, devono lasciarglielo fare! Vero, verissimo. Sì, dai, proprio per questo io dico che in giro avete un sacco di negozio di liquori, e visto che sapete che l’uomo fuma, avete una quantità di sigarette. E però non vogliono che si fumi l’erba: e perché mai? Visto che, come ben sai, l’alcol ti uccide, mentre l’erba ti rafforza! Già, l’erba ti rende vivo. Tra le persone che conosco, quelle che fumano erba sono quelle che vivono più a lungo! Jah lo sa! È vero, è verissimo! I fumatori di erba vivono più a lungo su questa terra: vero, verissimo! Conosco un uomo da quando eravamo molto giovani e abbiamo cominciato a fumare erba insieme, e via via che siamo cresciuti l’ho osservato per vedere se cambiava, e invece lui è uguale identico a allora! È rasta, sai?» [1979]

Triplo inganno


Pino Nicotri
TRIPLO INGANNO
978-88-7953-268-6 − pagg. 240 − € 17,00


Il Vaticano, gli apparati, i mass media e il caso Orlandi

 

Citando documenti giudiziari ignorati o dimenticati, e attraverso verifiche di luoghi e testimonianze, questo libro ricostruisce il divenire trentennale del caso Orlandi (la scomparsa della cittadina vaticana quindicenne Emanuela Orlandi, a Roma, il 22 giugno 1983), e denuncia il triplo inganno che ha impedito di accertare la verità dei fatti.
Il primo inganno è quello del “rapimento politico”, la fantasiosa tesi imposta a colpi di appelli da papa Karol Wojtyla impegnato nella lotta anticomunista nell’Est europeo. Il secondo inganno è quello delle autorità e degli apparati, vaticani e italiani, impegnati ad assecondare la messinscena del “rapimento politico” della Orlandi. Il terzo inganno è quello di stampa e tv, che non solo hanno assecondato la grande menzogna papale, ma hanno anche trasformato il caso Orlandi in uno show mediatico di supertestimoni fasulli, false rivelazioni e notizie inventate.

PINO NICOTRI, ex inviato del settimanale “L’Espresso”, è autore di numerosi libri inchiesta. Da molti anni si occupa del caso Orlandi, sul quale ha già pubblicato Mistero vaticano (Kaos edizioni 2002) e Emanuela Orlandi. La verità (Baldini Castoldi Dalai 2008). Opinionista del giornale online “Blitzquotidiano.it”, è titolare del blog pinonicotri.it.


Battiato. Niente è come sembra


Gianni Castiglioni [A cura di]
BATTIATO. Niente è come sembra
Parole e musiche, cronache e interviste.
978-88-7953-305-8 − pagg. 192 − € 17,00


Questo libro ripercorre cinquant’anni di attività musicale e artistica di Franco Battiato. A una dettagliata cronologia biografica, segue una antologia di interviste e di dichiarazioni pubbliche del musicista-cantante-regista siciliano, a partire dai primi anni Ottanta. Pagine indispensabili per conoscere il divenire umano e artistico e gli interessi culturali di Battiato, e per apprezzarne fino in fondo, e in maniera compiuta, la proposta artistica.

«Come arriverò al Duemila? Non lo so. Citerei, a braccio, da una bellissima poesia del persiano Omar Khayyam: “Due giorni ho cancellato dalla mia testa: il giorno che è passato, e quello che verrà”… Non mi sento affatto vecchio. Ci sono certi che a 18 anni sono già bigotti! Essere giovani è una conquista della mente, non una cosa anagrafica» [1998]

«L’arte è qualcosa di sublime. Non possiamo considerare la musica come una colonna sonora per amori spezzati… La musica è una lingua in codice che ha il potere di trasportarti in mondi che non hai mai conosciuto… Il rapporto col pubblico non mi ispira né mi lusinga. La retorica rock non mi sfiora… L’Italia è un Paese incivile governato da ladri, questa Italia fa schifo». [2012]

«Nascere esseri umani è un grande privilegio, abbiamo il libero arbitrio. Anche se ho visto cani molto più spirituali di tanti uomini… Ho avuto molte storie [sentimentali], non tutte lunghe, ma al matrimonio non ho mai pensato – la sola idea mi fa venire voglia di spararmi». [2015]

Hitler e il nazismo magico

 


Giorgio Galli
HITLER E IL NAZISMO MAGICO
978-88-7953-302-7 − pagg. 446 − € 25,00


Nella storia del nazismo oggi complessivamente nota sono rimasti alcuni aspetti oscuri che gli stessi storici definiscono “enigmi”. Perché Hitler attaccò la Polonia, convinto che l’Inghilterra non sarebbe intervenuta? Perché Rudolf Hess si recò in Inghilterra alla vigilia dell’attacco all’Urss? E perché quella aggressione, quando lo stesso Hitler aveva sempre escluso, dal Mein Kampf in poi, il doppio impegno in una guerra su due fronti (già costata alla Germania la sconfitta nel primo conflitto mondiale)? Le risposte a questi enigmi possono essere trovate nella occulta philosophia che caratterizzò la formazione culturale del Führer e di una parte dell’élite nazista – formazione esoterica descritta e spiegata in queste pagine.
La seconda parte di questo saggio comprende una traccia di storia della cultura esoterica, e due argomentate prospettazioni. La prima, che l’avvento di Hitler alla Cancelleria del Reich sia stato un approdo atteso dai circoli esoterici dell’intera Europa. La seconda, che quei tedeschi permeati di occulta philosophia i quali avevano contribuito all’avvento di Hitler, originarono poi, con la preparazione e lo scoppio del conflitto 1939-1945, un “partito esoterico della pace”, convergente con quello inglese (definito dalla storiografia britannica non conformista “partito aristocratico della pace”).

GIORGIO GALLI (Milano 1928), politologo e saggista, con la Kaos edizioni ha pubblicato: Affari di Stato (1991); Storia del Pci (1993); Il partito armato (1993); Cromwell e Afrodite (1995); In difesa del comunismo nella storia del XX Secolo (1998); Passato prossimo (2000); L’impero americano e la crisi della democrazia (2002); Il prezzo della democrazia (2003); Appunti sulla New Age (2003); Non credo (2006); Storia della Dc (2007); Mussolini: il destino a Milano (2008); Pasolini comunista dissidente (2010); Il golpe invisibile (2015).

Nei boschi in riva al lago

 


Henry D. Thoreau
NEI BOSCHI IN RIVA AL LAGO
978-88-7953-289-1 − pagg. 180 − € 16,00


Nel presente breviario sono raccolti frammenti, aforismi, annotazioni sulla tematica naturalistica, ricavati dalle prin­cipali opere di Thoreau: Una settimana sui fiumi Concord e Merrimack; Walden. Vita nei boschi; I boschi del Maine; Storia naturale del Massachusetts; Diari. In ap­pendice, segue il testo di Mele selvatiche, breve saggio che Thoreau pubblicò su “Atlantic Monthly” nel 1862, l’anno della sua morte.

«Mentre sto seduto alla finestra, in questo pomeriggio estivo, alcuni falchi volteggiano sopra la mia radura. Le grida dei piccioni selvatici, che volano insieme a due o tre solcando il mio campo visivo, o che irrequieti stanno appollaiati sui rami dei pini bianchi dietro casa mia, danno voce all’aria. Un falco pescatore increspa la vitrea superficie del lago, e risale con un pesce tra gli artigli. Una martora scivola fuori dalla palude, e furtiva azzanna una rana vicino alla riva. Il larice si piega sotto il peso degli uccelli di palude che svolazzano qua e là». H.D.T.

Leggi un brano

pagine-da-nei-boschi-pagine-19-23

Vasco Rossi picture show

 


Betty Shapiro [A cura di]
VASCO ROSSI PICTURE SHOW
978-88-7953-303-4 − pagg. 316 − € 20,00


 

Trent’anni e più di Vasco Rossi rocker all’italiana, attraverso le cronache giornalistiche. Gli insulti del perbenista Nantas Salvalaggio («Quel drogato… povero guitto da suburra»), e la replica della mamma di Vasco. La colpa di Alfredo, la vita spericolata e le bollicine. L’arresto, il carcere e la mite condanna per detenzione di cocaina. I tour trionfali, le interviste a ruota libera, il grande successo discografico e l’isteria di massa. La doppia paternità accertata dal dna, e un terzo figlio con la compagna Laura. La “vita morigerata” di fine anni Novanta: marito e padre con un «progetto di famiglia». I concerti oceanici negli stadi, e la “notte brava” nella discoteca di Jesolo. Lo splendido cinquantenne, la laurea honoris causa e la testa di Zocca. La difficile estate del 2011, e Ligabue «bicchiere di talento in un mare di presunzione». La depressione, i seri problemi di salute, e la passione per Facebook. La battaglia antiproibizionista in tema di droga, e il ritorno sulle scene nel 2014 («Resto il numero uno, ma anche il due e il tre»). La visita della Guardia di finanza, e la battaglia legale sulla privacy del Blasco…

Leggi un brano