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L'EX
FASCISTA DEL DUEMILA
Le radici
nere di Gianfranco Fini
A cura
di Corrado De Cesare
Pagg. 172
– € 17,00 – ISBN 978-88-7953-192-4
1987-88: «In Italia
abbiamo uomini e miti che possono essere validi punti di riferimento per
i giovani: Mussolini, per esempio... Il fascismo ha un avvenire perché
è una concezione di vita, un progetto di Stato, un modello sociale...
“Cari camerati, il Msi rivendica fermissimamente il proprio diritto di
esistere e di riferirsi al fascismo”... Il fascismo del Duemila è
una organizzazione sociale diversa da quella capitalista...».
1989-90: «Il
fascismo ha attinto dalla dottrina della Chiesa la sua ispirazione corporativa;
Mussolini non introdusse né aborto, né divorzio, né
ateismo, che invece oggi dominano la società italiana... La nostra
opposizione al comunismo è sincera, così come è sincera
la nostra opposizione a una società capitalista, una società
in cui l’unico dio è il dio denaro...».
1991-92: «Solo
noi possiamo combattere la mafia e il malcostume, perché siamo fuori
dal Palazzo... Noi non dimentichiamo le nostre origini e la continuità
ideale col fascismo... Noi non ci siamo mai vergognati di essere ciò
che siamo... A cinquant’anni dalla sua caduta, il fascismo ha lasciato
nostalgie e rimpianti, conquistando il rispetto degli storici...».
1993-94: «Dalla
questione morale non si esce se i magistrati non andranno fino in fondo,
e chi parla di congiure e di complotti ha invece il dovere di rinunciare
all’immunità parlamentare... Io mi auguro che Berlusconi non fondi
alcun partito... Noi non siamo più neofascisti, ma postfascisti...
In Alleanza nazionale non c’è alcuna involuzione liberaldemocratica:
siamo nel solco delle nostre tradizioni di avanzata e moderna socialità...».
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